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Home Architettura italiana The White Chapel

| Jun Aoki & Associates |

The White Chapel

| Osaka | Giappone |
| Architettura |


027-7
Nel progetto di una cappella per cerimonie nuziali ad Osaka Jun Aoki, architetto emergente sulla scena internazionale, pone al centro dell’attenzione la luce. Attraversando tre lati completamente vetrati che la irradiano naturalmente all’interno, la luce penetra lo spazio filtrata da materiali diversi e originali, quali ad esempio l’organdi.
L’architetto stesso afferma di ricercare metodi dove forme organiche e geometriche coesistano, in un susseguirsi di rimandi ed in un gioco di profondità diverse. Aoki interpreta la parete come un muro poroso che permette di cogliere bagliori ed ombre all’interno attraverso un gioco di sottrazione di materia giungendo così alla realizzazione di una struttura portante della facciata ad anelli in acciaio.
Si tratta di tetraedri a cui l’architetto immagina di eliminare gli angoli, circoscrivendo poi un anello per ogni faccia del solido. I quattro anelli uniti divengono un sistema portante sia per il rivestimento esterno in vetro, sia per quello interno in organdi che può essere ripetuto e sovrapposto teoricamente all’infinito.
Gli anelli metallici sono posti a file di due alternate e creano un affascinante gioco geometrico di pieni e vuoti. Il tessuto in organdi, come una filigrana, sfuma all’interno tutte le forme e i colori, quasi creando l’impressione di entrare in un altro mondo, in un paesaggio iridescente fatto di riflessi, dalla compenetrazione di forme naturali ad altre geometriche. Due pareti alte sei metri sono composte da questo gioco di anelli e si affacciano sull’acqua. Di notte, sono illuminate dal basso con elementi a strisce di luce fluorescente, che creano un effetto incandescente, trasformando la cappella in una lanterna luminosa.
Ben si addice il tutto alla funzione, alquanto originale, di cappella per matrimoni, posta all’interno del giardino dello Hyatt Regency Hotel di Osaka. Il matrimonio giapponese si articola in fasi diverse, dal momento legato alla tradizione celebrato secondo la cerimonia scintoista, a quello legato al mondo occidentale con un breve rito che si svolge in cappelle create ad hoc.
L’accesso alla White Chapel avviene attraversando un ponte che attraversa il laghetto del giardino. Una terrazza coperta da una sottile struttura in metallo (appena 2,3 cm di spessore), è sorretta da otto slanciati pilastri a pianta quadrata. Aoki pone qui due portali, evidenziati differenziandone il colore rispetto alle pareti di marmo bianco thassos, i quali paiono aperture su due pareti: in realtà, uno costituisce effettivamente l’accesso alla cappella, l’altro sostiene due campane e si affaccia sul giardino.
Si accede poi ad un atrio e ad una sala d’aspetto, antistanti la cappella, dove predomina il colore bianco con le sfumature derivanti dai riflessi ed il colore del legno degli arredi. Lo spazio è raccolto e la pavimentazione in marmo bianco a piccole tessere ricorda un fondale, quasi si stesse sostando in un luogo immerso nell’acqua.