Le trame del legno, il profumo, la morbidezza ed il suono: queste alcune delle caratteristiche che Kengo Kuma vuole ricordare, trasformandole in sensazioni da rivivere all’interno di un edificio. Kuma interpreta il lavoro dell’architetto come una missione volta a ricostruire, o meglio a far riaffiorare, la sensibilità delle persone, troppo spesso soffocata da scatole di cemento. La qualità architettonica è basata sull’esperienza: “entrare all’interno di un edificio e… sentire…”. Sentire come è costruito, i materiali utilizzati, i legami con il luogo, il rispetto per la natura. Vengono qui ripresi da Kuma molti temi dell’estetica tradizionale giapponese, profondamente connessa al rapporto tra spazio esterno ed interno, quindi tra paesaggio e costruito, con un continuo rispetto per l’elemento naturale. Il progetto della Town Hall è collocato a Yusuhara, piccola cittadina nell’isola di Shikoku, montagnosa, lussureggiante e tra le meno abitate del Giappone. Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza del cedro giapponese, detto sugi, al cui uso Kuma è interessato non solo come rivestimento, ma anche come elemento strutturale. L’essenza legnosa tipica del luogo viene impiegata per la creazione dell’ampio atrio (circa 240 m2), caratterizzato da colonne composte da quattro pilastri ciascuna e doppie travi lamellari (a formare una vierendeel), per una luce di 17,60 metri. Lo sdoppiamento di pilastri e travi permette alla struttura di apparire leggera, pur servendo uno spazio esteso e a doppia altezza, a cui è permessa anche una comunicazione ampia con l’esterno. Un lato infatti, in corrispondenza della facciata principale a sud, è completamente apribile, attraverso una serie di porte a libro, simili a quelle degli hangar, progettate in modo da creare un continuum con la facciata. Lo stesso spazio, nei periodi particolarmente freddi e nevosi, può essere utilizzato come piazza pubblica coperta, e vi si svolge la rappresentazione di festival tradizionali (matsuri) ed incontri. La facciata principale si mostra parcellizzata in piccoli moduli, composti da aree opache rivestite in cedro ed altre vetrate, che riflettono l’area circostante. Il modulo si ripete con un ritmo sempre diverso, in alcune parti pieno, in altre trasparente, lasciando intravedere le travi lignee e donando un effetto di tridimensionalità alla facciata sud, l’unica protetta dal sole attraverso il protendersi della copertura. Le altre facciate sono strutturate secondo il loro orientamento, creando un gioco geometrico di pieni e vuoti che intenzionalmente creano proporzioni e rapporti a “scala umana”, attraverso i quali si percepisce la forma e l’architettura. La struttura lignea è dichiarata all’esterno, dove fuoriescono, oltre alle travi lamellari trasversali di 70 x 20 cm, anche le travi longitudinali delle stesse dimensioni. Il legno è stato utilizzato sino ove possibile, tenendo conto di alcune restrizioni imposte dai regolamenti inerenti la sicurezza sismica ed anti-incendio. Gli accessi all’edificio si trovano ai lati del grande atrio, in corrispondenza di due piccoli volumi sporgenti e completamente rivestiti in legno. Un accesso arriva direttamente all’atrio ed a una serie di sportelli aperti al pubblico, mentre il secondo porta alle scale che conducono al primo piano. Un corridoio, scandito da una serie di colonne a quattro pilastri, corre parallelo all’atrio e conduce agli spazi retrostanti. Nell’edificio trovano sede l’ufficio del sindaco e la sala del consiglio comunale, oltre ad alcuni servizi per il pubblico come una banca, la Società della Cooperativa Agricola e la Camera di Commercio. Elemento di notevole interesse è stata la collaborazione con la Keio University al fine di rispondere a elevati standard di sostenibilità ambientale, con particolare attenzione al “Life Cycle Assessment of Sustainable Buildings”. Uno scambiatore di calore sfrutta la temperatura del sottosuolo quasi costante per il riscaldamento/raffrescamento in inverno ed in estate, stagione in cui la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici (80 kWh) sulla copertura può arrivare ad essere più del 50% di quella necessaria. Trattandosi di un impianto realizzato in una regione dalle forti precipitazioni nevose, una particolare attenzione è stata posta all’ottenimento di un piano molto liscio sul tetto. L’isolamento termico è costituito, per le pareti, da 7,5 cm di carta riciclata trattata con il boro, mentre per la copertura si è aggiunto uno strato di resina plastica (polyolefin). Le parti trasparenti in vetro basso emissivo contribuiscono alla riduzione delle dispersioni di calore (trasmissione 3,40 kW/m2K). La ventilazione naturale nei periodi particolarmente caldi e umidi è infine permessa dalla grande apertura dell’atrio. Per questo progetto nel 2007 a Kengo Kuma è stato assegnato l’Energy Performance + Architecture Award. L’edificio è in attesa di ottenere la valutazione nella categoria più alta dal “Japanese Comprehensive Assessment System for Building Environmental Efficiency” (CASBEE).








