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| Coop Himmelb(l)au |

BMW Welt

| Monaco | Germania |
| Architettura |


023-4 La complessa architettura della BMW Welt (che potrebbe tradursi con “il mondo BMW”) a Monaco di Baviera, nel progetto Coop Himmelb(l)au (2001-2007), assolve differenti funzioni, in una strategia comunicativa che propone un’immagine di modernità urbana, funzioni propriamente commerciali, accoglienza per la clientela e dotazioni di spazi ed attrezzature per eventi di varia natura, esposizioni negli spazi interni, manifestazioni teatrali e conferenze in un auditorium dal funzionamento autonomo. L’edificio opera sulla concezione di spazi articolati, fluidi e flessibili all’interno, e sulla rappresentazione di un tassello di città che si esprime nell’Olympiapark, una zona contrassegnata dall’imponente presenza della marca automobilistica: le officine, il grattacielo a quattro cilindri intersecati l’uno nell’altro che ospita la sede centrale, la lucente semisfera a rivestimento in lastre metalliche per il Museo sono in diretta relazione visiva e fisica con la nuova costruzione. In questa situazione urbana, il nuovo complesso è più che un luogo per la consegna dei veicoli pronti alla clientela, è un’architettura per un edificio “ibrido” e multifunzionale, che dichiara la propria complessità, completa un quartiere e propone contemporaneità. Wolf Prix pone a codice e descrizione del progetto un’espressione di Herman Melville, “il vento ha corpo”, insieme a una citazione shakespeariana sulle differenti visioni che ispira la forma delle nuvole (Amleto), per definire un’architettura che muta. Il complesso, su uno schema generale a ingombro triangolare al livello terra, si compone di due parti separate, rese unificate dalla grande copertura a doppio guscio, con geometria articolata in continua variazione su una griglia modulare. Il corpo principale è uno spazio aperto e libero da pilastri intermedi, suddiviso in una sorta di ellisse centrale per la zona di consegna dei veicoli, nel corpo a torre dei servizi per l’accoglienza alla clientela e ai visitatori, nella zona dell’auditorium per 800/1200 posti. Il volume separato per eventi speciali ed esposizioni è un doppio cono in torsione a spirale, che si aggancia alla copertura del complesso. L’intera costruzione è dominata dalla copertura unitaria che poggia su dodici pilastri. Gli elementi dell’architettura si connotano in senso tecnologico, con il sistema strutturale che si costituisce su uno schema trave - pilastro modificato, pareti a guscio ed anelli orizzontali sovrapposti che fungono da travi perimetrali. Tecnologici appaiono i prospetti in vetro e lamine metalliche, con il tracciato delle travi reticolari in evidenza, scale e ponti sospesi per la circolazione di pedoni e veicoli che frammentano lo spazio interno, rivestimenti metallici per le rampe. Una medesima istanza tecnica, spettacolare, si evidenzia nel sistema di trasporto delle vetture per la consegna, con ascensori vetrati e isole rotanti. I corpi d’illuminazione a scomparsa negli intradossi laminati di passerelle e soffitti interagiscono con la luce naturale proveniente da pareti vetrate e lucernari. Il progetto del clima ambientale tiene conto della necessità di limitare i consumi d’energia e di fornire nello stesso tempo un elevato standard per le condizioni acustiche e di qualità dell’aria. La ventilazione naturale è la base del benessere e del contenimento dei consumi, sfruttando il calore solare, le correnti d’aria ascensionali, le turbolenze dei moti convettivi e la pressione del vento.

Francesco Pagliari

 
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