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Home Arretrati 2007 The Plan 23 Casa sul Lago Pirehueico

| Alejandro Aravena |

Casa sul Lago Pirehueico

| Pirehueico Lake | Cile |
| Architettura |


023-3 Quando abbiamo incontrato il committente per la prima volta, ci ha chiesto di costruire una casa con il colore dell’ombra. Abbiamo pensato che fosse una sfida interessante e abbiamo accettato di progettare una casa privata per un cliente facoltoso, scelta che di solito non ci appartiene. Ci è stato chiesto di realizzare il progetto per una casa di villeggiatura estiva ed invernale su un terreno isolato nella parte più meridionale del Cile. Più che un disegno vero e proprio, il committente ha voluto che prendessimo in considerazione tutte le variabili possibili e che formulassimo un’equazione: in seguito, il progetto avrebbe dovuto essere semplicemente la soluzione di quella equazione. Una località vulcanica, 4000 mm di pioggia all’anno, forte radiazione solare, forti venti da nord e da est, vista sul lago e sulla foresta, le considerazioni relative alla difficoltà di portare i materiali in questo luogo remoto, la cancellazione di qualunque possibile romanticismo su come oggi si possa definire un linguaggio architettonico a priori (sia antico che contemporaneo): questi gli ingredienti di un “piatto sconosciuto”, che avrebbe dovuto avere la caratteristica di sembrare familiare una volta realizzato. Viste le condizioni atmosferiche molto estreme, abbiamo iniziato correndo quanto meno rischi fosse possibile, e abbiamo cominciato con il convenzionale tetto a doppia falda contro le precipitazioni. Lentamente, abbiamo proseguito allungando una delle due falde fino a toccare le finestre sul perimetro, cercando di rispettare i panorami, ma tentando anche di evitare i venti. La regola per le finestre ha seguito lo stesso principio di un surfista che entra in acqua cercando di evitare le onde: o affrontandole di taglio oppure abbassandosi. Se le finestre incorniciavano un elemento verticale, come un albero o un sentiero nella foresta, allora abbiamo deciso di allungarle e restringerle. Se invece incorniciavano una vista orientata orizzontalmente, come il lago o il vulcano, le abbiamo appiattite e abbassate. Questa stessa logica di “vedere e evitare” delle scelte spiega anche la geometria della pianta del primo piano; il piano terra, al contrario, è una scatola regolare e solida, capace di resistere ai terremoti e adatta al terreno vulcanico, senza dimenticare le ragioni di sicurezza necessarie per una casa di questo tipo che è parte dell’anno chiusa. Le pietre vengono da cave presenti nelle vicinanze, il legno dal disboscamento compiuto sul posto per costruire la casa. L’oscurità dell’oggetto, il colore dell’ombra voluto dal committente, è stata la soluzione che abbiamo trovato per restituire almeno una parte della densità e della verginità originali del luogo.

Alejandro Aravena

 
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