La residenza dell’ambasciatore olandese a Pechino svolge tre funzioni: di rappresentanza, di servizio e come spazio privato. Data la ampia superficie del lotto (4.220 m2), è stato possibile creare un edificio a un solo piano con accesso diretto a ciascuna delle tre funzioni, senza compromettere la privacy dell’appartamento privato. Di conseguenza, il carattere di abitazione dell’edificio non risente della funzione di rappresentanza legata alla professione dell’ambasciatore. La tipologia del progetto è quella di una grande villa di lusso.
L’edificio ha due ali: una ospita sale da pranzo e per ricevimenti e la zona dei servizi, l’altra l’appartamento privato; ciascuna ha il proprio affaccio sul giardino. Le due ali sono collegate da un giardino d’inverno, spazio, questo, che offre una rappresentazione permanente della natura a riprova dell’abilità degli olandesi di mantenere intatta la natura sotto un tetto di vetro, al riparo dal clima tutt’altro che temperato di Pechino. Un grande ingresso dà accesso alla zona di rappresentanza, aprendo al di là dell’edificio la vista sul giardino. Agli ospiti ricevuti nell’ala di rappresentanza resta celato il resto della casa. Molto spazio è riservato alle varie fasi del rituale di accoglienza, come ad esempio al guardaroba e la firma del libro degli ospiti. Sull’ingresso si aprono una grande sala per ricevimenti rivolta ad est, un salone più raccolto ed un’ampia sala da pranzo. Il grande tetto a sbalzo protegge l’interno dalla luce diretta del sole nella stagione calda, e offre una terrazza protetta in caso di pioggia.
Nell’ala privata, a pianta lineare, la cucina e il soggiorno occupano gli spazi centrali. Le tre camere da letto sono situate in fondo per garantire il massimo della privacy. In occasioni speciali, l’ambasciatore può condurre un ospite nel suo studio/biblioteca privato passando per il giardino d’inverno.
Elemento caratterizzante della casa è un muro costituito da strisce orizzontali in pietra naturale di diverse dimensioni con strisce di illuminazione integrate che si prolunga oltre l’edificio. Una grande vetrata di sicurezza protegge l’entrata. Tutto il lungo prospetto che affaccia sul giardino è costituito da vetrate strutturali e porte scorrevoli; una parete in pietra circoscrive l’ala privata dove, sul lato ovest, le stanze si aprono direttamente sulla parte privata del giardino; schermature assicurano protezione dal sole e privacy. L’articolazione sul piano orizzontale accentua la sensazione di spaziosità e si contrappone alla verticalità degli alberi.
Il giardino è una parte cruciale del progetto. Nel clima di Pechino, deve “sopravvivere” visivamente durante l’inverno freddo e secco e offrire contemporaneamente nelle altre stagioni un luogo di tranquillità e riposo. In contrasto con la geometricità della casa, ricorda il greto di un fiume, interrotto da strati di materiali diversi come erba, ghiaia, cemento composto da diversi aggregati, e perforato da aiuole di fiori, alberi, bambù e cespugli. Gli alberi preesistenti, considerati benvenuti come prezioso patrimonio, sono stati integrati nel giardino. Nel secondo distretto diplomatico la maggior parte delle residenze sono cinte da mura perimetrali alte 2 metri. Per questo progetto, invece, il committente ha voluto una casa accogliente, aperta e di grande impatto espressivo - quali aspetti rappresentativi caratterizzanti. Il muro, quindi, è parzialmente interrotto su due lati e sostituito da una recinzione dotata di un impatto minimo.
Al centro del viale d’accesso un gruppo di alberi su di un prato circolare è ornato con dei “cloni” di rami in alluminio, chiamati “regali per gli alberi”: sono un’opera d’arte creata da Sjoerd Buisman.
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