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Home Arretrati 2008 The Plan 25 Cattedrale “Christ the Light”

| Skidmore Owings & Merrill |

Cattedrale “Christ the Light”

| Oakland | USA |
| Highlights |


034-3 La Cattedrale “Christ the Light”, recentemente completata a Oakland è una autentica rivelazione. Craig Hartman, uno dei partner dello studio SOM a San Francisco, in passato alla guida della squadra di architetti che ha realizzato l’ampio terminal in vetro e acciaio dell’aeroporto internazionale, è riuscito nel suo intento di creare «un’architettura contemporanea capace di suscitare meraviglia e di glorificare le tradizioni simboliche della fede Cattolica». La cattedrale rappresenta un importante risultato sia per questo grande studio di architettura sia per Oakland, la città oltre la baia di San Francisco che Gertrude Stein liquidò con la frase «là non esiste alcun là».
L’opportunità di disegnare un edificio sacro in un’epoca di potere secolare è per un architetto una occasione straordinaria, soprattutto se questo è collocato nel cuore di una città moderna. Nonostante gli americani dimostrino maggiore fervore religioso degli europei, i loro luoghi di culto sono normalmente poco suggestivi. Le grandi chiese sorte ultimamente equivalgono infatti a nudi palcoscenici per predicatori ardenti e cori coinvolgenti, con cuspide e crocifisso quali complementi indispensabili. Le cattedrali di New York e Washington sono entrambe rielaborazioni di modelli gotici, mentre la Cattedrale di St Mary a San Francisco, disegnata alla fine degli anni sessanta da Pietro Belluschi e Pierluigi Nervi, è un immenso e freddo contenitore che si erge su uno zoccolo spoglio. L’ingresso cruciforme di vetro colorato indica l’appartenenza cristiana, ma in realtà potrebbe trattarsi di un semplice centro per conferenze.
In tutto il mondo esistono poche eccezioni di rilievo: santuari remoti come la cappella di Ronchamp di Le Corbusier, la chiesa del monastero di Novy Dvur in Boemia di John Pawson, o quella di Richard Meier costruita nella periferia romana o anche la Chiesa della Luce di Osaka firmata da Tadao Ando. Queste moderne architetture, pur essendo grandi capolavori, sono di piccole dimensioni; ad Oakland, invece, si è raggiunto un mirabile equilibrio tra intimità e immensità, estensione e protezione, luce e mistero.
La nuova cattedrale sostituisce una struttura tradizionale irrimediabilmente danneggiata nel 1989 dal terremoto di Loma Prieta, un evento che rese libere le aree per la costruzione del De Young Museum di Herzog &
de Meuron e della California Academy of Sciences di Renzo Piano. Se tutte le catastrofi naturali fossero prodighe di tali benefici!
Per il progetto dello studio SOM, preferito a proposte di candidati come Santiago Calatrava e Ricardo Legorreta, Hartman si è ispirato ad alcune esposizioni alla galleria DIA di New York. Le ellissi ritorte in acciaio ossidato di Richard Serra, allestite accanto alle installazioni di fili di Fred Sandback, definiscono lo spazio mediante la contrapposizione fra materia e immaterialità. Sono entrambe realtà individuabili nella cattedrale: in lontananza si manifesta come un cono in vetro, tronco, che sovrasta una piazza sopraelevata e domina il lago Merritt. Da vicino, il cono appare chiuso da un agglomerato di torri occupate da uffici, una delle quali, curiosamente, porta la firma dello stesso studio.
L’intreccio stradale del quartiere degli affari si trova cinque metri al di sopra della strada che fiancheggia il lago. Gli architetti, approfittando di questa differenza di livello, hanno collocato chiesa, uffici, il centro conferenze, parcheggio e altri spazi di pubblica utilità all’interno di un podio in calcestruzzo, parzialmente illuminato dalla luce proveniente dalla piazza sottostante. Da qui, una rampa conduce al giardino superiore e all’ingresso rivolto a sud. Sezioni ricurve di vetro laminato rivestono, mantenendola visibile in trasparenza, una struttura portante composta da elementi di sostegno in legno lamellare, alternativa organica e in questo caso più economica dell’acciaio, ancorati sui basamenti in calcestruzzo. Il rivestimento esterno è in vetro temperato smaltato con uno strato interposto in vetro traslucido per consentire il passaggio della luce, bloccando il rumore del traffico.
Elementi strutturali sostengono le sezioni sferiche composte da assi di abete Douglas che racchiudono la navata, mentre le due strutture sono collegate da tiranti in acciaio. Le cappelle laterali sono illuminate dall’alto da aperture che si affacciano sullo spazio intermedio.
Le lamelle frangisole in legno circoscrivono le aperture a “mandorla”, del soffitto e delle pareti laterali, ognuna con una sua particolare configurazione. La parete ad Alpha, che sovrasta l’ingresso, presenta un disegno a rombi formato da lamine in alluminio triangolari, disassate e poste perpendicolarmente, con inclinazione verso l’interno, in modo da riflettere o lasciare entrare la luce diretta che proietta bagliori luminosi sul pavimento in calcestruzzo lucidato. La parete settentrionale ad Omega diffonde l’immagine luminosa di una statua di Cristo del dodicesimo secolo scolpita sulla porta occidentale della Cattedrale di Chartres. E’ formata da pixel di luce che attraversano 94.000 fori di diverse dimensioni generati da un sistema computerizzato, e richiama un po’ i ritratti di Chuck Close e un po’ un ectoplasma fluttuante.
Quando, durante la costruzione, il vescovo intervenne per approvare il pannello di prova, l’edificio era ancora privo di copertura e la luce naturale impediva di vedere l’immagine; fu quindi necessario sollevare con la gru un elemento coprente che schermasse la luce consentendo di ammirare il volto di Cristo.
Sul soffitto, infine, lamine di alluminio ripiegate formano un motivo geometrico in rilievo: oltre a servire da schermo acustico lasciano passare i raggi solari che a mezzogiorno colpiscono l’immagine sacra accentuandone l’intensità. Il perimetro è forato e consente il passaggio di una tenue luminosità proveniente da un lucernario collocato in alto. Queste tre inquadrature a forma di mandorla completano il rivestimento interno in listelli di legno che, di giorno, lasciano percepire le mutazioni del tempo e il trascorrere delle ore e, di notte, permettono alla luce di riflettersi all’esterno, come un faro. Gli arredi in legno di rovere rosso e le assi di abete Douglas rendono l’ambiente più accogliente e lo armonizzano con il mondo naturale circostante. Per la scelta cromatica delle pareti nelle cappelle laterali in stucco veneziano è stata richiesta la collaborazione di un esperto.
Hartman ha voluto ottenere un carattere di antichità utilizzando nuove geometrie, e ha adottato la sequenza di Fibonacci per intensificare il simbolismo eterno del quadrato e del cerchio. Proprio davanti al portale è collocato un fonte battesimale circolare in pietra che diviene punto focale dello spazio. L’asse longitudinale, deviato di 32 gradi rispetto alla rampa, conduce al blocco di marmo bianco dell’altare centrale; questo appare sospeso sopra un disco in vetro che illumina il mausoleo sottostante, ed è attorniato da banchi circolari e dagli stalli del coro. Un’asse ortogonale scorre dal fonte battesimale alle cappelle della riconciliazione poste su entrambi i lati dove un intreccio di assi in legno racchiude il confessionale.
La cattedrale di Oakland appare austera per l’armonia delle sue proporzioni e dei materiali naturali usati, spoglia di quel kitsch religioso e dalla foresta di luci sospese che invece caratterizzano la cattedrale di Rafael Moneo a Los Angeles. Esigenze di budget hanno imposto la semplicità di stile, e un abile sistema di ventilazione a pavimento e di pannelli radianti provvede al riscaldamento o al raffreddamento, limitato allo spazio inferiore. Isolatori sismici e la naturale elasticità delle assi di legno proteggono l’edificio dagli effetti dei terremoti, che si ripercuotono lungo le due faglie che attraversano la regione e ne dovranno assicurare la stabilità per 400 anni e oltre.
Il carattere sofisticato e complesso si rivela in modo quieto e lento affinché niente possa compromettere la serenità dello spazio e la magia della luce.

Michael Webb

 
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