La nuova sede del Consorzio Cooperative Costruzioni a Bologna si situa lungo la via Emilia, in una zona di periferia industriale.
Il progetto dello studio bolognese Open Project si caratterizza per il corpo principale dell’edificio, un volume compatto a parallelepido, di dieci piani fuori terra. Tre elementi ortogonali, separati e trasparenti, ospitano l’ingresso e spazi multifunzione. Fra questi volumi ad un piano si interpongono veli d’acqua, che incrementano l’effetto delle trasparenze con la riflessione delle architetture. L’area d’accoglienza è segnalata da un parallelepipedo vetrato a tripla altezza. Il netto asse di orientamento est-ovest del volume alto induce un trattamento differenziato per i prospetti. La facciata a nord è completamente trasparente, ritmata dal susseguirsi delle linee di solaio e dalla matrice degli infissi strutturali Schüco, e rende visibile la suddivisione interna e la ripartizione delle strutture. Le altre facciate, con pareti ventilate, sono rivestite in Rheinzink a grandi scaglie rettangolari di diversa dimensione. I differenti tagli di finestre e lastre di rivestimento marcano una dinamica delle facciate per linee orizzontali, non ripetitiva e in rapporto con gli interni. Sulle pareti rivestite in zinco-titanio, le finestre a nastro si arretrano rispetto al filo di facciata, introducendo un effetto di profondità che varia a seconda delle condizioni di luce. La percezione della sagoma diviene meno netta sulle pareti est ed ovest, in relazione al risvolto delle finestre angolari. Sul prospetto nord, interamente vetrato, l’apertura delle tende a rullo interne simula alternanze percettive di pieni e vuoti, come nella visione notturna l’accensione delle luci artificiali.
La planimetria si fonda su un piano-tipo a corridoio centrale, su cui affacciano gli spazi a uffici, con i collegamenti verticali e i servizi igienici raggruppati in due nuclei sulla parete sud. La scelta strutturale caratterizza l’architettura: una lunga serie di pilastri obliqui continui e in linea, a formare un’unica struttura diagonale, consente lo sbalzo dell’affaccio ovest che protegge a terra uno spazio percorribile. Le lastre in zinco-titanio rivestono a livello della strada i pilotis e l’intradosso del primo solaio, formando una continua immagine tecnologica. Il pilastro obliquo, percepibile con grande evidenza anche quando illuminato di notte, interferisce con la griglia modulare delle strutture e accentua il valore architettonico del volume a sbalzo.
Francesco Pagliari








