
Il dato paesaggistico naturale e la costituzione di un rapporto d’intensità con l’architettura che vi si integra in una relazione luminosa sono i temi di fondo nel progetto della villa a Padenghe, ancorata all’anfiteatro morenico digradante verso il lago di Garda.
Gli architetti Giorgio Palù e Michele Bianchi trasformano integralmente l’unità bifamiliare preesistente, mantenendo il solo riferimento di cubatura, risanando la struttura portante e inserendo la piscina. L’orientamento sul lago è preminente. Il fronte sud-est, a balconi con parapetti vetrati e in acciaio, introduce pareti in cristallo stratificato a tutt’altezza con serramenti in acciaio inox, inquadrate su un lato da una fascia in aggetto rivestita in ferro brunito; dall’altro lato, la cornice è in setti rivestiti in pietra. A nord-ovest il fronte è compatto, con limitate aperture e rivestito in parte con lastre in pietra. Il progetto elabora ambienti in cui si moltiplica l’interrelazione degli spazi fra esterno ed interno.
Gli stessi materiali definiscono tale aspetto: il rivestimento esterno in pietra medea fiammata prosegue a pavimento e nelle pareti del soggiorno principale del primo piano, che gode di un doppio affaccio vetrato sul lago. Il legno si coordina fra interni ed esterni, il rovere decora a boiserie i corridoi degli spazi più interni, e il teak viene posto a pavimento sulla copertura piana, unificando il pergolato e il volume vetrato del soggiorno. Lastre piene in ferro brunito rivestono in parte le murature, variante materica sui prospetti, e lastre forate divengono filtro luminoso per le pareti vetrate della scala che collega il garage ai livelli superiori. Baricentro e cerniera compositiva della villa è il volume vetrato che corrisponde alla scala con gradini in cristallo fra l’ampio salotto al primo piano e il tetto giardino in copertura.
Su entrambi i fronti, verso lago e monte, si traduce in un asse trasparente e passante che seziona la casa, una stretta fascia verticale in cristallo colorato in pasta con tonalità blu: la trasparenza “liquida” scorre fra i volumi e determina molteplici direzioni visuali. In planimetria, a piano terra si sviluppa un alloggio autonomo per ospiti, al primo livello la zona soggiorno, con cucina celata, si separa dagli spazi riservati per la notte, con il balcone a forte sporgenza; in copertura piana, spazi relazionali, fra giardino pensile e luminoso spazio coperto, liberamente fruibile.
La piscina a sfioro aggiunge un tocco di eleganza alla villa.
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