L’idea di progettare le trasformazioni a vasta scala nelle aree metropolitane presume una visione del “futuro”: l’insieme delle decisioni architettoniche ed urbanistiche deve trovare una congruenza di fondo con l’insieme delle variabili che costituiscono i contesti e gli scenari che economia e politica possono costruire a livello delle città. Nello stesso tempo si definiscono linee di tendenza nella costituzione delle opportunità architettoniche, urbanistiche, imprenditoriali, e nel predisporre i tasselli che costruiranno un nuovo ed articolato tessuto urbano. Grandi scelte per la città di Milano. Si allineano le occasioni che orientano lo sviluppo e identificano il rinnovo di un’identità, quasi un marchio della città che viene riproposto ed ampliato, come è il caso della correlazione a cascata che si può istituire fra Milano città del design e del progetto, e la Milano dell’Expo Universale 2015. Un terreno di grande ambizione per l’architettura e il rinnovo, che comporta ragionamenti sulle infrastrutture, sulle condizioni di massima visibilità e di massima potenzialità delle architetture per corrispondere all’identità di una città dinamica ed esempio di contemporaneità che si è consolidata per buona parte del Novecento. Una tensione verso il moderno architettonico, nella capacità di sostenere trasformazioni di profonda entità e di saperle coniugare nel proprio tessuto costruito, pur constatando differenti risultati. Amalgamare, sostituire edifici, sedimentare culture architettoniche e proiettarsi verso il futuro.
Le occasioni, rappresentate dalla trasformazione dei grandi complessi industriali che punteggiavano Milano nelle espansioni della fine dell’Ottocento e del Novecento, si dimostrano un “campionario” di soluzioni: proposte di veri luoghi urbani che identificano non più soltanto commistioni fra residenza, funzioni terziarie e commerciali, ma si pongono l’obiettivo di correlarsi con un’idea avanzata di ambiente, di paesaggio. Si introduce la natura nel progetto d’architettura, di rendimento energetico, di funzionamento climatico per ottenere un fine essenziale, quello di usufruire del massimo comfort sostenibile. Ridurre i luoghi dell’abbandono nella città e sostituirli con nuove forme d’utilizzazione dei suoli, nuovi rapporti fra il costruire e l’abitare, nuove funzioni, nuovi obiettivi. Progetti, masterplan, ipotesi che divengono
realtà architettonica, riconducono i “vuoti” urbani, le aree “dismesse” nell’alveo di un’evoluzione dinamica e positiva all’interno della città. Milano, città che sale, riprendendo come un simbolo il titolo di un famoso quadro di Umberto Boccioni, le sue accelerazioni, il suo incessante movimento.
Geografia:
La città è situata nell’area centro-occidentale della Pianura Padana ed è bagnata dai fiumi Lambro, Olona, Seveso e attraversata da tre canali artificiali, il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e il Naviglio della Martesana. L’evoluzione urbanistica della città è avvenuta per cerchi concentrici. Quattro sono gli “anelli” principali: partendo dal centro, la cerchia dei Navigli, la cerchia dei bastioni (o mura spagnole), la circonvallazione esterna e l’anello delle tangenziali. Diverso invece lo sviluppo dell’area metropolitana, fortemente incentrato verso Nord, Nord-Est e Nord-Ovest, restando l’area Sud sia del comune sia dell’area metropolitana in buona parte agricola. E’ il maggior polo italiano per i servizi e il terziario, la finanza, la moda, l’editoria e l’industria e sede del nuovo polo fieristico di Rho-Pero, con la maggior superficie espositiva d’Europa.
Francesco Pagliari








