By A Web Design


Home Nuovo numero Techos House

| Mathias Klotz |

Techos House

| Villa La Angostura | Argentina |
| Architettura |


035-9 Residenza di vacanze, la Casa Techos è situata in un contesto geografico ed ambientale di privilegio, nei dintorni di Villa la Angostura, in Patagonia: il paesaggio della Cordigliera delle Ande argentine, con laghi, boschi e montagne innevate, è un valore preminente che l’architettura della residenza assume ed amplifica. La casa si colloca in un’area boschiva con una spettacolare vista dall’alto sul lago Nahuel Huapi, sulle cui rive affaccia a sud anche la nota stazione turistica e per sport invernali di San Carlos de Bariloche. L’edificio, progettato dall’architetto cileno Mathias Klotz, si erge con nettezza in uno spiazzo erboso pianeggiante, con l’affaccio sud che prospetta verso il lago e il prospetto nord verso un avvallamento del terreno. La grande superficie abitabile della villa è ripartita in due elementi lineari sovrapposti. I due volumi si differenziano per configurazione architettonica e per funzioni. Il piano principale è posto al livello superiore, raggiungibile dal terreno vallonato attraverso un ponte di disegno semplice, ed offre ampi spazi per il soggiorno affacciati verso sud e per le tre stanze da letto, che occupano l’ala ovest del piano. Il livello inferiore si delinea quasi attaccato al terreno, perché segue in parte il declivio sul lato a oriente e perché il rivestimento in lastre di pietra che in parte corre alle pareti ne qualifica la ricerca di un aspetto naturale. Il livello al piano terreno funge da basamento architettonico dell’edificio: il piano superiore si caratterizza per un aggetto sul terreno molto pronunciato, lasciando a vista la soletta a sbalzo. Al piano terreno, si raccolgono gli ambienti di servizio, la zona per il benessere, due piccoli e appartamenti separati con attrezzature complete per gli ospiti e la piscina rettangolare che guarda al paesaggio attraverso la lunga parete perimetrale vetrata a tutt’altezza, mentre la parete interna opposta mostra la medesima tessitura irregolare in materiale lapideo, che l’accomuna alle pareti esterne nel livello inferiore dell’edificio. Il progetto per la residenza ha dovuto tener conto di norme locali specifiche che imponevano una determinata pendenza per le falde del tetto. Al posto di ampie falde che avrebbero eccessivamente aumentato l’altezza e chiuso il volume della residenza sotto la forte presenza della copertura, la soluzione architettonica prevede una serie di shed paralleli al lato maggiore dell’edificio. In questo modo, nel garantire il rispetto delle norme, lo sviluppo degli shed sulla copertura rivestita in lastre di acciaio si mantiene serrato e inquadrato nella geometria lineare e profilata dell’edificio. Nello stesso tempo, i lucernari forniscono una qualità di luce che filtra dall’alto per gli interni della villa, ad integrarne la luminosità, che viene diffusa dalle ampie pareti vetrate e attraverso la serie di patii coperti a varia dimensione inseriti nella sagoma. Il volume della casa quindi si presenta secondo una geometria virtualmente unitaria, che si arricchisce tuttavia di complesse relazioni fra le parti, attraverso patii luminosi che erodono la compattezza del volume edilizio. Allo stesso modo, il lungo ballatoio che corre sul prospetto a mezzogiorno, coperto dalla gronda aggettante, protegge e fa arretrare i volumi interni, rispetto al perimetro del piano superiore. Il progetto identifica una continuità di relazioni fra interno ed esterno, non soltanto dal punto di vista delle visuali e degli scorci paesaggistici che gli affacci compongono ritmicamente orientandosi nelle diverse direzioni con finestre a nastro, ampie pareti vetrate a tutt’altezza, lucernari e patii che offrono porzioni di cielo. La continuità si mostra anche nel sovrapporre l’uso di rivestimenti alle pareti fra esterno ed interno al piano superiore: il legno delle pareti esterne, che dialoga con le superfici vetrate, si estende alle pavimentazioni interne e all’intradosso dei soffitti, assemblando listelli di differenti dimensioni e colori; la pietra grezza che riveste le pareti esterne nel basamento dell’edificio continua nelle pavimentazioni al livello inferiore componendo una tessitura a lastre di diversa dimensione, mentre il materiale lapideo si frantuma in acciottolato irregolare sul corridoio esterno alla costruzione. Al piano superiore, il grande camino libero nell’ambiente di soggiorno mostra pareti in pietra levigata, come gli altri due camini a parete nelle stanze da letto. La struttura della casa accentua la progressione che si sviluppa negli spazi interni: le grandi travi a C e i pilastri in acciaio che rimangono a vista forniscono un elemento ricorrente per contrassegnare gli ambienti al di là della suddivisione in stanze, scandendo l’asse del lungo corridoio interno di distribuzione, che presenta lungo la parete un’infilata di scaffalature e librerie. Pilastri e travi in acciaio modulano anche i patii coperti, contribuendo a mantenere compatta la configurazione architettonica: il progetto procede per variazioni all’interno di una struttura a carattere intrinsecamente unitario, costituendo così gli elementi caratterizzanti, in profondità: la luminosità, gli scorci prospettici, le forme dell’abitare, i materiali rinnovano esperienze correlate e sempre differenti.

Francesco Pagliari

 
abbonamenti-4

Archivio The Plan