Casa das Histórias è il museo inaugurato a Cascais nel settembre 2009 e dedicato all’opera di Paula Rego, artista portoghese che risiede a Londra: l’accordo fra l’artista e gli Enti pubblici coinvolti prevede una donazione e un prestito di opere d’arte a lunga durata: un’iniziativa culturale di alto rilievo con un ampio programma di attività sperimentali e promozionali. Il progetto del museo è affidato a Eduardo Souto de Moura, una decisione concorde fra Enti promotori e Paula Rego. L’architettura introduce con sottile interpretazione l’idea di un museo che si fa conoscere a poco a poco, in cui il colloquio fra opere e spazi si rende un percorso d’indagine, accompagnando senza clamore, ma in una visione di luminosità, la sequenza di periodi e temi della creatività artistica.
L’edificio si annuncia lungo Avenida da República, nel centro storico della città portoghese, in una relazione equilibrata fra evidenza dell’architettura e lineare discrezione dell’immagine. Due corpi a tronco di piramide, più alti rispetto al resto dell’edificio, determinano una presenza che si nota attraverso gli alberi che decorano il lotto, ma non contraddice l’insieme architettonico, sviluppato su un piano interrato che ospita depositi e locali tecnici, una piastra a piano terreno, in cui si accentrano le funzioni espositive ed amministrative e da cui emergono volumi che offrono doppia altezza agli spazi espositivi principali. Il museo ricorre ad una colorazione unica per il calcestruzzo a vista delle pareti esterne, un rosso dilavato che seguirà l’azione del tempo, sottolineando la ricerca di differenti stadi della percezione, fra evidenza dei corpi tronco-piramidali, articolazione dei volumi, omogeneità complessiva nella colorazione e tessitura variata e complessa del calcestruzzo a vista. Allo stesso modo la composizione degli spazi interni riprende tratti della riflessione storica dell’architettura, declinando gerarchie e differenti atmosfere per gli ambienti espositivi. I due corpi tronco-piramidali ospitano la libreria-negozio e la caffetteria, funzioni accessorie rispetto alla priorità espositiva, pur essendo elementi rilevanti per volume, percepibilità e luminosità: la luce proviene dalla sommità a lucernario, un occhio verso il cielo, e offre effetti mutevoli durante il giorno, segmentando spazi e volumi attraverso la luce naturale che scende e si riflette sulle pareti chiare.
L’ingresso caratterizzato dalle pareti oblique e dalla bussola vetrata, accanto alla libreria, introduce attraverso corridoi segnati da un binario di luce artificiale a soffitto e da una lunga panca in granito ad un percorso articolato: spazi espositivi per 750 mq, atelier, uffici, auditorium da 200 posti. Gli interni si colorano in toni neutri, ponendo in risalto il denso mondo artistico di Paula Rego. Pareti e controsoffitti in cartongesso, tagli di luce in alto, pavimentazione in pietra locale “azulino de Cascais” determinano luminosità ed introspezione. In posizione centrale, lo spazio espositivo maggiore è a grande altezza; tutt’attorno si dispongono sale a differenti dimensioni e diversa altezza, in modo da mostrare le incisioni in una distinta atmosfera, intima e domestica. All’interno del perimetro del museo si apre una corte a giardino alberato, che corrisponde allo spazio alberato esterno su cui affaccia la caffetteria, utile complemento per attività didattiche.
Francesco Pagliari








