All’interno del “Parc naturel régional des Landes de Gascogne”, a sud di Bordeaux, si sviluppa l’“Écomusée de la Grande Lande”, museo dell’identità culturale, storica e territoriale del dipartimento delle Landes, organizzato in diverse sedi nel paesaggio rurale, e dedicato anche alle trasformazioni indotte nella regione dalla ferrovia. Nell’autunno del 2008, si apre il nuovo Padiglione, a funzioni espositive, e documentarie che rappresenta la relazione fra attualità e futuro nel percorso museale. Il progetto dell’architetto Bruno Mader si fonda su principi di sostenibilità e si orienta a valorizzare la relazione fra architettura e ambiente, modernizzando l’apporto di tecniche e materiali locali. L’esterno in listelli di legno fa apparire l’immagine di un unico edificio dalle forme vibranti alla luce, che si rivela invece all’interno come un insieme di nuclei e volumi distinti per funzioni, ma in parte raggruppabili.
L’architettura richiama elementi della tradizione locale, della tipica casa delle Landes: il legno è materiale costruttivo e l’assetto planimetrico si organizza sullo snodo centrale dell’ingresso. L’orditura in listelli verticali in pino marittimo avvolge e unifica i volumi del padiglione, protegge il tetto e le facciate dall’irraggiamento solare. Il graticcio ligneo lascia filtrare la luce naturale verso le vetrate retrostanti e permette una relazione mediata con l’esterno. L’ingresso, contrassegnato da un pergolato, si apre nella facciata a sud-ovest, lasciando intravedere la profondità dell’edificio.
La disposizione planimetrica del padiglione opera suddivisioni funzionali marcate e nello stesso tempo ipotizza flessibilità degli spazi. Le sale espositive si raggruppano nel nucleo ad ovest: lo spazio rettangolare per mostre temporanee si situa fra la galleria permanente, con sinuose isole tematiche, e la sala per conferenze e proiezioni, allestita in parte con gradinate fisse. Si forma così uno spazio flessibile e unificabile per esigenze differenziate: la sala espositiva temporanea, che si apre verso il paesaggio con una grande vetrata libera dal graticcio esterno, si può associare alla galleria permanente e alla sala conferenze, creando molteplici articolazioni. A questo nucleo a fruizione pubblica si contrappone, sul lato opposto dell’edificio, la zona ad accessibilità più limitata: gli uffici amministrativi e il deposito delle collezioni che comprendono mobili, oggetti tecnici e preziosi, tessuti. Una lunga vetrata sul corridoio consente di osservare gli oggetti conservati nella parte solitamente nascosta dei musei.
L’architettura compone sequenze di superfici piane, formando il volume-rivestimento di questo edificio-paesaggio; la struttura portante a travi e pilastri è in legno lamellare. La trama di montanti indipendenti e i muri ad ossatura in legno consentono future variazioni per le facciate e per l’edificio nel suo complesso.










