Steven Holl ama la Cina! Linked Hybrid è il primo progetto a essere terminato dei quattro grandi cantieri cinesi del suo studio. Per molti aspetti è quello al quale Holl teneva di più: certamente per le dimensioni faraoniche del progetto, ma soprattutto per l’ambizione di costruire un complesso residenziale in grado di importare una “dimensione urbana newyorchese” a Pechino, con zone pedonali e servizi pubblici. Gli altri tre progetti - il Nanjing Museum of Art & Architecture, il Vanke Center di Shenzhen e lo Sliced Porosity Block a Chengdu - saranno completati tra il 2009 e il 2010. Un motivo di orgoglio per Holl è quello di costruire a Pechino - dopo le olimpiadi, ormai famosa per gli edifici iconici progettati da architetti di fama mondiale - un edificio che finalmente porta un contributo alla città, in termini di vivibilità, e che si presenta come critica a uno sviluppo spesso insensibile alle più elementari esigenze di abitabilità. Questo progetto, come molti altri grandi complessi residenziali della città è nato dalla richiesta di costruire “torri isolate alle base - gated communities - senza servizi. Mentre - precisa Holl - io credevo che dovessimo fare un progetto con una visione in termini di interazione urbana, con dei servizi e che fosse accessibile al pubblico”. Questa ambizione ha portato, innanzitutto in termini di programma, un cambiamento fondamentale all’idea iniziale del costruttore. I 750 appartamenti sono stati affiancati da aree commerciali, un giardino pubblico, un albergo, un asilo, una scuola Montessori, un parcheggio sotterraneo e, come elemento centrale, una cineteca. Dal punto di vista dell’organizzazione spaziale, la scelta determinante è stata quella di introdurre due livelli di aree pubbliche. Una più tradizionale al piano terra, con negozi, cinema e un ampio specchio d’acqua, mentre l’altra si dispiega in una spettacolare passerella che unisce le otto torri tra il 12° e il 18° piano. Questo “anello” pensile, aperto al pubblico, rende permeabile il complesso al suo interno e consente di creare una “prospettiva cinematica” tra le varie funzioni: la piscina, la palestra, l’auditorium, una galleria, per poi concludersi, in cima, nell’albergo. La variazione costante di scorci nell’attraversamento di questi ponti pensili è una delle firme distintive del lavoro del progettista americano, interessato sin dagli anni novanta alla percezione dinamica degli spazi, in chiara opposizione all’architettura concepita per un punto di vista statico. Le passerelle sono strutturalmente sofisticate, per l’estrema leggerezza e la necessità di essere montate su elementi in grado di fluttuare in caso di scosse sismiche. Un altro carattere distintivo è la flessibilità degli spazi interni: negli appartamenti alcune pareti sono mobili per consentire la trasformazione della configurazione interna con un semplice gesto.
Le facciate degli edifici sono rivestite da elementi modulari in alluminio che ricordano un altro progetto di Holl, la Simmons Hall di Cambridge. Come in questo progetto completato nel 2002, tutte le rientranze e le parti inferiori degli sbalzi sono colorate. Ma a differenza del progetto di Cambridge, a Pechino la scelta dei colori è stata definita attraverso un processo casuale, affidandosi al lancio delle tre monete “I Ching”, e utilizzando colori ispirati dalle policromie delle architetture tradizionali cinesi. Linked Hybrid è un progetto innovativo in termini di sostenibilità ambientale, non tanto per la novità delle tecnologie applicate, quanto per essere uno dei primi progetti di questa scala a impiegare tecnologie geotermiche. Il riscaldamento a pavimento e il condizionamento a soffitto sono allacciati a una rete di 660 pozzi scavati sotto le fondamenta per una profondità di 100 metri che riducono drasticamente le variazioni della temperatura interna. Inoltre le acque grigie entrano in un processo di riciclaggio e le coperture degli edifici sono utilizzate come giardini per i condomini. Sul lato nord del sito un’area verde aperta al pubblico è stata ricavata dal terreno di risulta degli scavi per il parcheggio sotterraneo. Una serie di colline artificiali separano campi sportivi, sale da tè e uno spazio per la meditazione. Con questo progetto Steven Holl Architects ha voluto dare un contributo alla discussione sui modelli di sviluppo formale delle città orientali. Linked Hybrid è definito “open city within a city” (città aperta all’interno di una città) per enfatizzare come la scala del progetto e il tentativo di introdurre una varietà di programma siano gli ingredienti fondamentali per riprodurre una qualità urbana. Viene da chiedersi se questo impianto - un centro commerciale tra le alte torri residenziali piuttosto che reale riproposizione del modello di ispirazione newyorkese -, sia veramente una variante determinante alla creazione di un modello urbano sostenibile. È comunque senz’altro un importante contributo alla discussione sull’uso degli spazi pubblici della capitale cinese.
Emiliano Gandolfi








