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Home Arretrati 2008 The Plan 28 Cultural Center Santa Eulalia del Rio

| Pesquera Ulargui Arquitectos |

Cultural Center Santa Eulalia del Rio

| Ibiza | Spagna |
| Architettura |


032-6 Un complesso architettonico con molteplici funzioni: il Palazzo dei Congressi, Esposizioni e Centro Culturale a Ibiza è un’opera di rilevante impegno, la cui realizzazione in due fasi ha lasciato ad un secondo tempo la costruzione del grande Auditorium da 1243 posti, suddivisibile in due ulteriori sale. La prima fase di realizzazione determina un’articolata ed autonoma organizzazione degli spazi, che prevede principalmente sale polivalenti di limitate dimensioni a supporto del centro culturale, luoghi per riunioni, utilizzabili anche con finalità didattiche, una sala a funzione teatrale per oltre quattrocento posti frontali al palcoscenico, l’ampio spazio per esposizioni a piano terra, gli ambienti per la ristorazione ed usi polivalenti al primo piano.
Il progetto degli architetti Pesquera e Ulargui definisce già in questa prima fase i caratteri rilevanti dell’architettura, che inseriscono l’edificio nel paesaggio e propongono richiami ad alcune forme delle tradizioni costruttive dell’isola, utilizzando la pietra locale per prospetti e pavimentazioni. Il Centro Culturale si pone quindi come un simbolo che rende moderno e trasforma la tradizione popolare: costruire per frammenti, sfruttare con accortezza le risorse locali, anche i materiali poveri. In questo senso, si definisce un orientamento complessivo del progetto verso una integrazione paesaggistica di più alto livello, correlata concettualmente al modo di costruire nell’isola, all’uso della pietra come materiale da costruzione e al clima, indicando visuali panoramiche attraverso nuovi riferimenti all’orizzonte. Si tratta di “una lezione tecnica - afferma Luis Martínez Santa-Maria, docente alla Escuela Técnica Superior de Madrid - che esprime quanto il paesaggio sia in grado di trasformarsi senza distruggersi e quanto il fatto di superare una difficoltà possa dar luogo all’invenzione”, in modo che rivestendo con “la consueta pietra… il paramento murario del nuovo edificio, si concede all’edificio la capacità di confrontarsi con naturalezza con il mondo circostante”.
La percezione del complesso ruota attorno alla composizione stratificata dei prospetti. Lo zoccolo che unifica i distinti volumi è un’alta fascia di rivestimento a corsi orizzontali di pietra, intercalati ad una linea di lastre in calcestruzzo; la fascia superiore dei prospetti è in calcestruzzo a vista, materiale che ricorre anche negli ambienti interni. Il rivestimento non sporge dal filo di parete e rende evidente il richiamo alla costruzione dei muretti a secco così diffusi nel paesaggio agrario dell’isola a delimitazione delle proprietà: le pietre, dai contorni irregolari ed apparentemente grezze, formano un reticolo ordinato ad opus incertum. Questo tipo di ordine è rintracciabile nei percorsi lastricati che intersecano il lotto e conducono sia alla rampa di accesso principale che sale al primo piano del complesso, sia all’entrata che dà sulla sala espositiva, uno dei perni dell’edificio. Alla medesima tipologia di lastricato in pietra locale appartiene la pavimentazione della sala espositiva, uno spazio ampio, neutro, libero da montanti verticali: si costituisce una continuità percepibile fra questo spazio interno e l’esterno dell’edificio, attraverso la continuità tattile delle superfici di calpestio.
La luce naturale si diffonde negli interni: ampie aperture con i vetri disposti a lisca di pesce costituiscono la fascia superiore sul prospetto frontale dei volumi per le sale di riunione a doppia altezza che emergono dal perimetro dell’edificio attorno allo spazio espositivo; la vetrata al di sopra del palcoscenico nella sala teatrale diviene quinta scenografica, offrendo una visuale astratta sulle cime degli alberi esterni. Altra fonte luminosa è la corte interna a patio: attraverso le vetrate continue a tutt’altezza su entrambi i livelli affluisce luce per le sale di riunione e ristoro.
Lo spazio espositivo fornisce una superficie quasi indeterminata, per la massima flessibilità, un luogo centrale di passaggio e d’incontro, con le pareti rivestite allo zoccolo da un’armatura in legno a listelli sporgenti. La sequenza a listelli si ribalta al livello superiore, disposta in orizzontale sul parapetto del largo corridoio che affaccia sullo spazio d’esposizione. Da lì si diramano a ventaglio i volumi del complesso. Il sistema strutturale in cemento armato rende visibili le grandi travi in alcune sale, lasciando per lo più l’intradosso dei solai con finitura a vista, come anche vaste fasce alle pareti: chiarezza contemporanea degli spazi che si accompagna ai rivestimenti in pietra e legno.

Francesco Pagliari

 
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