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Sei case giapponesi

| Architettura |


059-Six-Houses Residenze in Giappone: forme di ricerca sul tema dell’abitare, in differenti situazioni urbane e nella natura. Forme di progetto per individuare intrecci di geometrie e volumi in un’ampia declinazione di intenti: residenze, che si distinguono nel tessuto urbano, e la villa di Satoshi Okada a Karuizawa, che si integra agli elementi fisico-morfologici della natura per sottolineare un’esperienza d’architettura. Il paesaggio, la poesia dei materiali architettonici e degli spazi si oggettivano nelle inventive figurazioni di pianta nella villa a tratti ellittici e l’aerea copertura in lastra di Cor-ten si estende sul corpo dell’edificio e sullo spazio di relazione fra lo spazio abitativo interno e quello esterno. Osservare la natura come se divenisse parte dell’edificio e nel contempo dimostrare il valore comunicativo ed espressivo dell’architettura. Simili considerazioni, trasposte all’interno del tessuto urbano, innervano variazioni che sezionano l’elaborazione della razionalità progettuale: proporre forme distintive per soppesare le differenti scelte abitative, nella compenetrazione intensa fra esigenze funzionali, ristrettezza degli spazi disponibili per costruire, necessità di articolare l’identità della residenza. Jun Aoki costruisce connessioni ed emergenze in un complesso di alloggi su corte centrale, mantenendo una serrata raffinatezza formale nella semplificazione dei volumi e nella ricchezza dei dettagli, in cui si rivela valenza artistica. Shigeru Fuse massimizza la concatenazione di volumi aggettanti all’esterno con gli ambienti interni, che divengono espressione di scultorea dinamica e luminosità, nelle direzioni privilegiate degli affacci. Astrid Klein e Mark Dytham schematizzano per Sasao House un rivestimento a lastre metalliche dipinte nell’intersezione asimmetrica dei piani delle facciate, e denotano spazi interni nel rigore delle geometrie. Masaki Endoh compone rotazioni dinamiche dei volumi di base, spezzando in acute angolazioni i prospetti della casa Natural Angles; gli interni, per contrasto, vivono della direzionalità che donano selezionate prospettive verso l’esterno, nella concentrazione di un edificio relativamente chiuso. Lo studio SKLIM introduce nella Hansha Reflection House l’assolutezza della prospettiva sul parco, che indica i riflessi fra architettura e paesaggio, in un edificio a struttura lignea.

Casa ad Abiko - Fuse-atelier
La casa occupa una parcella compatta, nel fitto tessuto urbano di Abiko, fra la strada di transito e l’affaccio posteriore su filari di alberi ed arbusti. Shigeru Fuse crea un progetto complesso, per una casa che si rende evidente nell’intorno urbano: la geometria delle forme e l’uso dichiarativo del cemento armato denotano un edificio che moltiplica i punti di vista, introduce importanti sbalzi esterni al livello dell’ambiente di soggiorno, suggerisce particolari qualità abitative. Nella residenza si riflette l’idea di un interno teso ed articolato come in una galleria espositiva, un volume descritto dalla molteplicità geometrica; il cemento a vista levigato determina l’immediatezza costruttiva dello spazio interno, il riflesso della forma disaggregata e irta di accenti volumetrici che l’esterno impone, fra prospetti e copertura. I due volumi a sbalzo verso strada costituiscono l’emergenza architettonica: differiscono per dimensione e forma, l’uno con una vetrata a tutt’altezza, in relazione alla zona di soggiorno, l’altro con parete totalmente opaca, ad ospitare i servizi, in un prospetto contrassegnato da tagli e variazioni materiche. Sul fronte posteriore si apre un volume a sbalzo vetrato, diretta estensione del soggiorno. Lo spazio interno si articola nelle variazioni di altezza, nell’eleganza delle scale con i neri gradini a parete, nelle aperture vetrate disseminate per introdurre squarci di luce naturale, accompagnata dalle barre luminescenti che segnano linee di forza nell’arredo e negli ambienti: le sfaccettature dei piani si intersecano per definire un’abitabilità scultorea.

Maison AoAo - Jun Aoki & Associates
In una zona suburbana di Tokyo, il progetto di Jun Aoki per Maison AoAo, 15 unità abitative a differenti dimensioni, espone una raffinata composizione. Il complesso, a struttura in cemento armato e copertura in alluminio, forma una corte centrale e si accorda alle altezze degli edifici circostanti. Criteri di diversificazione si leggono nell’architettura del dettaglio, nella finitura dei prospetti, nella valorizzazione della corte centrale e dell’interruzione alla cortina edilizia.
I vuoti divengono elemento significativo: nella corte si agglomerano architettura e natura, per un ambiente urbano composito, fra elementi vegetali nei piccoli sprazzi di giardini e le rilevanti scale in cemento a vista, d’accesso al livello superiore. Il parapetto in barre di ferro ad arco, rarefazione del materiale e geometrie libere, ingloba espressivamente il vuoto con intenti decorativo-artistici, che rimandano alle sculture applicate ai prospetti esterni, anelli di ferro a varia dimensione concatenati in un arioso disegno. Il taglio netto nella cortina è un vuoto funzionale all’accesso alla corte e alla circolazione dell’aria verso l’interno del complesso.
Sui prospetti esterni ed interni, i due tipi di finestre sono omogenei, con veneziane esterne in alluminio; la finitura di parete si contrappone: all’esterno, sul fondo in cemento a vista liscio, inserti in laterizio inquadrano finestre a dimensione minore; all’interno il rapporto si inverte: sul fondo in laterizio, appaiono i riquadri in cemento a vista.

Sasao House - Klein Dytham Architecture

In un sobborgo di Tokyo, inquadrato dalla selva di fili lungo le strade, Sasao House sottolinea la posizione d’angolo con lo smusso del volume, su cui si apre con evidenza uno degli ingressi all’attività commerciale nell’edificio. Il progetto di Klein e Dytham accentua la struttura geometrica, con i tre prospetti su strada e l’andamento acuto della copertura: i piani slittano, a comporre un solido netto, che valorizza gli angoli e le linee d’intersezione fra i piani concorrenti. L’edificio a quattro livelli ospita, nelle dimensioni ristrette del lotto, al piano terra il ristorante/bar di proprietà del committente; un piano è destinato ai genitori del committente, i livelli superiori alla famiglia.
Nell’ambiente dimesso di sobborgo metropolitano, Sasao House spicca per la coloritura chiara e luminosa del rivestimento in lastre metalliche dipinte, a formare un reticolo di concatenazioni, su cui si sovrappongono in modo dissimile le finestre di varia dimensione e la loggia centrale. I prospetti appaiono compositi, la posizione delle finestre agevola la ventilazione naturale, l’ingresso laterale per le residenze, mascherato da una griglia, indica riservatezza. Gli interni godono del nitore continuo di soffitti e pareti, su cui appare rilucente e vivida un’eccezione colorata con l’applicazione di carta da parati. La correlazione con l’esterno è ambivalente: le finestre, in gran parte basse sul livello di pavimento, propongono lunghe prospettive sulla vita di quartiere, mentre la terrazza in copertura è nascosta alla vista da strada.

Natural Angles - edh Endoh Design House
L’edificio residenziale Natural Angles, a Setagaya, si compone di due blocchi volumetrici ruotati l’uno sull’altro, imprimendo all’edificio un’accentuazione dinamica, che è ulteriormente rafforzata dalla forte pendenza di una parte della copertura e dall’opposizione cromatica della coloritura: il nero volume a terra per il soggiorno, il candido volume al livello superiore per la zona notte. Le piante dei due blocchi non collimano, per effetto della rotazione si formano volumi angolari a sbalzo o in sensibile arretramento: il sistema degli incastri propone una dichiarata durezza geometrica, che si approfondisce nella opacità di alcune pareti. Le finestre si riducono in numero, feritoie per il piano terreno, poche finestre al livello superiore, tre pressoché quadrate ed una oblunga, lasciando pareti cieche a nord-est e sud-ovest.
La luce proviene dalle grandi vetrate: a sud, nella riservatezza, il soggiorno vetrato a piano terra si apre verso il ruscello che scorre al limitare della parcella edificata; parimenti, al livello superiore la zona notte si espande con un’ampia vetrata verso una balconata orientata parzialmente ad ovest, che fa filtrare luce dall’alto sul soggiorno. Negli interni, parte delle pareti e dei soffitti in tonalità chiara consentono di riflettere le diverse qualità di luce naturale, che scorrono lungo l’arco del giorno attraverso le aperture diversamente orientate. L’evidenza esterna dei due blocchi si ribalta negli interni: i volumi, che si oppongono fra neri e chiari, gravano sugli spazi del soggiorno.

Hansha Reflection House - Studio SKLIM
Il progetto dello studio SKLIM di Singapore per la residenza Hansha Reflection House, un edificio a sviluppo longitudinale, elabora incastri concatenati di volumi per definire il colloquio fra le parti dell’edificio, seguendo determinazioni funzionali: le zone riservate, gli spazi di soggiorno, l’esigenza di introdurre la visione paesaggistica come elemento di pregio e qualità per l’abitare.
La residenza, a struttura in legno, si situa in uno scenario rilevante per valori paesaggistici, l’affaccio su un parco, sul lago e sulla vegetazione arborea: la visuale si sviluppa in profondità, il progetto predispone per l’affaccio privilegiato l’aggetto di un volume per lo spazio di soggiorno al piano superiore, con la vetrata disassata sul prospetto e arretrata rispetto al filo di facciata, una lente d’osservazione per produrre un’osmosi visiva di architettura e natura. Il volume compatto della residenza viene “svuotato” per costituire la corte interna, su cui affacciano direttamente spazi riservati con stanze da letto e spazi meditativi con la biblioteca foderata di pannelli in legno a coloritura scura. Al piano superiore si concentrano gli ambienti di soggiorno e conversazione che affacciano sul parco e sul lago; sulla copertura, a falde con forte inclinazione verso il parco e verso il lato opposto, si apre una terrazza protetta dalle pareti perimetrali. L’interno coniuga raccoglimento e riflessione luminosa fra pareti chiare e rivestimento in legno, con l’accento dello spazio a doppia altezza che cade sulla biblioteca.
Francesco Pagliari


 
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