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Home Arretrati 2005 The Plan 12 Living on the edge

| Arjen Reas |

Living on the edge

| Zoetermeeter | Paesi Bassi |
| Architettura |


059-Arjen Nella pianura olandese geometrie nette e regolari disegnano l’intero territorio. Strade, canali e filari segnano il confine tra campi, lottizzazioni o specchi d’acqua, limiti labili e in rapido cambiamento. On the edge - sul bordo - esprime e interpreta una condizione di limite, di confine tra due dimensioni, tra due modi di vivere e di abitare: tra la città e la campagna, tra contemporaneità e tradizione, tra natura e artifizio, tra archetipo e innovazione. Sviluppato su uno degli ultimi lotti ancora liberi di un’espansione residenziale ai bordi della cittadina olandese di Zoetermeer tra L’Aia e Rotterdam, il progetto prende forma da questa condizione di limite, laddove la città e la campagna s’incontrano. Paglia, pietra e intonaco fanno parte delle antiche tecniche costruttive olandesi per realizzare coperture e partizioni verticali. Arjen Reas utilizza materiali e forme della tradizione per interpretare in chiave contemporanea il vivere rurale: la fitta texture della paglia è sovrapposta alla superficie bianca e liscia dell’intonaco in un accostamento dove la concretezza e la solidità dei materiali antichi si fonde con la purezza e la regolarità delle linee e dei volumi. Una forma pura nel tentativo di dare ordine e rigore ad un paesaggio non più rurale, né urbano. La copertura di paglia fitta e compatta protegge dalle intemperie, il volume di intonaco bianco definisce le aperture, gli ingressi e le soglie tra interno ed esterno, tra spazio dell’abitare e della natura. La disposizione e la scansione delle aperture è calibrata per ottimizzare e massimizzare il contatto tra abitante e paesaggio, orientando scorci e visuali sullo spazio aperto circostante: da un ingresso chiuso e compatto su strada, il ritmo delle aperture si fa fitto e frequente fino alla vetrata che introduce al portico verso l’aperta campagna. Disposta perpendicolarmente alla strada, la residenza si sviluppa longitudinalmente aprendosi verso il paesaggio: la scansione delle aperture e la distribuzione degli ambienti suggeriscono e guidano idealmente il passaggio dalla città alla natura. Gli accessi, pedonale e carrabile, sono disposti sul lato minore della residenza verso la città. Due setti bianchi, appendici dei muri perimetrali, delimitano la rampa di accesso al garage e disegnano lo spazio aperto, guidandoci all’interno della residenza. Al piano interrato si trovano un posto auto e due depositi. Un ampio ingresso introduce alla scala che porta ai livelli superiori. Al piano terra, superato il filtro d’entrata, cucina e soggiorno si sviluppano lungo il lato maggiore della residenza, fino al salone rivolto alla campagna. Qui, le aperture alte e strette lasciano il posto a due ampie vetrate che introducono al porticato, vera e propria stanza all’aperto. Dalla camera padronale al primo piano, la vista sullo spazio agricolo è fruibile ora dall’alcova al centro, ora dalla doccia o dalla vasca da bagno. Sotto il tetto sono situate un’ampia cabina armadio e altre tre stanze da letto. Nel fare della propria condizione di limite la componente fondante del progetto, “on the edge” prova a definire una strategia privata per fermare l’avanzamento della città: riappropriarsi del contatto con il paesaggio per conquistare l’orizzonte ancora libero.

 
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