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| Shigeru Ban Architects |

Villa Vista

| Weligama | India |
| Architettura |


059-Shigeru Dall’alto di un dirupo nella scoscesa costa a Weligama (una bellissima baia nella porzione meridionale dello Sri Lanka), in un luogo aperto fra Oceano e vegetazione tropicale, Villa Vista propone elementi chiave di progetto: il panorama e la relazione con la natura, gli elementi atmosferici, la stagionalità dei venti monsonici, il clima. Il progetto di Shigeru Ban riassume queste chiavi fondamentali nella prospettiva di una residenza aperta e multivalente, nella concretezza dei materiali, nel procedere ad una relativa semplificazione tecnologica, nell’utilizzazione di maestranze locali e del loro saper fare artigianale nel trattamento di finitura delle superfici in cemento e nell’abilità necessaria per i lavori d’intreccio dei materiali naturali. Villa Vista si compone di nuclei che si incastrano uno nell’altro, volumi aggrappati allo spazio centrale complesso, che governa l’intero edificio: luogo di soggiorno, spazio per il riposo, zona per il pranzo, terrazza aperta, con una piscina che si dispone longitudinalmente al vasto centro della residenza verso la sconfinata visuale sull’Oceano, senza barriere permanenti. Al lato opposto, verso terra e la vegetazione tropicale, un’alta parete ad elementi in legno assume aspetto e funzione di moucharabieh, allestendo un sistema a sequenza di persiane apribili, in cui si intesse l’orditura di riquadri a listelli fra pieni e vuoti per la circolazione dell’aria e per la visione filigranata del paesaggio. Il nucleo centrale, la dilatata zona di soggiorno, si sviluppa per volumetrie interrelate, con l’evidenza del cemento a vista, in finitura liscia: si costituisce una sorta di percorso che dallo spazio d’accesso, a sua volta copertura del basamento, conduce ad un livello intermedio, e alla terrazza sull’Oceano. Le due rampe della scala in cemento si affiancano longitudinalmente al volume che confina con la piscina, e che accoglie spazi riservati, per una sala da pranzo, per zona benessere e d’intrattenimento, sotto il soffitto ondulato. Due alti setti in cemento di chiara coloritura delimitano i lati minori ad est e ovest dello spazio centrale. La copertura, su 22 metri di luce, si compone di strati sovrapposti: l’intreccio di foglie di cocco, tipico della zona anche per le recinzioni, le leggere lastre in cemento per l’impermeabilità del tetto, l’intradosso del soffitto in teak, sottili listelli intrecciati come vimini, le cui intersezioni nell’orditura sono punteggiate di led per l’illuminazione notturna, piccole luminosità che simulano la volta celeste. Ai lati, come se fossero agganciate ai setti in cemento, si collocano le stanze da letto. Da una parte, il corpo delle stanze per gli ospiti, raggiungibile dalla terrazza attraverso una passerella sulla fenditura e camminamento trasversale alla villa. Sul lato opposto, la stanza da letto principale, un volume che sporge in obliquo, fasciato in legno; la stanza è rivestita anche alle pareti interne con listelli in legno. Qui lo sguardo percorre lo spazio a rettangolo allungato e si orienta verso la distesa del panorama: una vetrata a tutt’altezza completamente apribile separa dalla loggia aperta, mentre lateralmente la parete si sfrangia in una serrata successione di alti montanti di legno a sezione quadrata e intersezioni vetrate, attraverso le quali la luce del tramonto si seziona. L’acqua domina la prospettiva dalla terrazza, si raddoppia nella piscina, scende sulla parete come un ruscello dal foro di troppopieno ed affianca lo spazio centrale, indice di frescura e movimento baluginante sul fondo in tessere ceramiche. La villa è una costruzione articolata. I volumi si aggregano e si separano, l’accento si posa sullo spazio centrale aperto ed arioso sotto la grande copertura, i percorsi interni si infittiscono nei dislivelli interni all’edificio e all’esterno, l’iterazione della trasparenza riluce della mediazione misurata dalle pareti lignee della moucharabieh e dalle vetrate, fino ad impossessarsi della recinzione per il patio esterno in setti di cemento ad intrecci che accompagnano l’itinerario d’accesso alla villa.

Francesco Pagliari

 
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