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| David Hertz |

Pronto per il decollo, un aereo si trasforma in residenza

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059-David-Hertz Un Boeing 747 effettua il suo ultimo atterraggio in una località della catena costiera della California meridionale. Poi le sue ali vengono staccate e trasportate via elicottero al sito remoto e selvaggio dove, riassemblate, faranno da copertura alle due strutture d’acciaio di cui si compone la Wing House. Altri componenti dell’aereo verranno via via utilizzati e distribuiti sui 22 ettari del ranch: la cabina di pilotaggio diventerà un padiglione per la meditazione e le varie sezioni della fusoliera serviranno da guest house, studio d’arte e ricovero per gli animali, mentre lo stabilizzatore di coda farà da copertura a una piattaforma panoramica. Il progetto è opera dell’architetto David Hertz che ha dedicato i suoi 30 anni di attività al tema del riuso di materiali industriali per un risparmio energetico e delle risorse primarie. Dare nuova vita ad un aeroplano è il logico coronamento di tutta la sua precedente attività. La commissione arrivò per via del tutto casuale. Francie Rehwald, intraprendente ex concessionaria della Mercedes, aveva acquistato il ranch di un eccentrico designer di Los Angeles, Tony Duquette, che trasformava rottami in gioielli e allestimenti scenici. Della casa, distrutta da un incendio, erano rimasti solo alcuni ruderi. Rehwald passò attentamente in rassegna i progetti di Hertz, lo contattò e dopo averlo trascinato in una perlustrazione attraverso il territorio selvaggio lo assunse, mettendo però in chiaro: “Mi piace il suo lavoro, ma lo trovo mascolino, angoloso e pesante. Voglio qualcosa di più curvilineo e femminile”. L’idea del progetto nacque dopo un lungo viaggio aereo verso l’Europa. Hertz ricorda: “All’arrivo, mentre smaltivo il jet-lag, mi misi a fare degli schizzi iniziando dal tetto, come avrebbe fatto il mio maestro John Lautner; e, come lui, immaginai di stare sotto il colmo di un tetto sospeso su una camera dalle pareti di vetro. Disegnai un soffitto curvo come una barca o una tavola da surf, e così mi venne in mente il flusso laminare dell’aria sull’ala di un aeroplano. Da lì l’idea: perché non usare un’ala? Esce a sbalzo dalla fusoliera e sfrutta i materiali al meglio per ottenere solidità e leggerezza. Durante il viaggio di ritorno fotografai in dettaglio le ali degli aeroplani, scoprendo forme innegabilmente femminili e Francie dette la sua approvazione”. Procurarsi un aeroplano è stato facile: centinaia di aerei in disuso sono parcheggiati nel deserto del Mohave appena oltre la catena costiera. Un 747 quotato 200 milioni di dollari alla consegna, smantellato e venduto come rottame costa meno di una Mercedes. Il problema principale è stato ottenere i permessi di costruzione, ignorati da Duquette, da 17 enti diversi. Ci sono voluti due anni di negoziazioni e un anno per porre rimedio alle violazioni dei regolamenti sul sito, portare nuovamente a livello le aree dove costruire, scavare cassoni e un pozzo, costruire una nuova strada, una fossa settica e le condutture elettriche. Il funzionario all’edilizia confermò che il regolamento costruttivo locale non impediva l’uso di un’ala come tetto, ma volle la garanzia che fosse in grado di reggere la pressione di un forte vento. L’ingegnere aeronautico che avvedutamente Hertz aveva portato con sé confermò che una struttura progettata per trasportare 175.000 kg di carburante e 400 persone attraversando alla velocità di 900 km all’ora le correnti d’alta quota sicuramente sarebbe stata in grado di sopravvivere a terra. All’inizio della carriera Hertz si era fatto un nome sviluppando il Syndecrete, un cemento leggero composto da materiali di scarto, poi coerentemente con la sua grande passione per il riciclo creativo, aveva costruito case utilizzando scafi di barche e pannelli di frigoriferi e ricorrendo a poco costosi tubi del gas naturale per le colonne portanti. Qui, per la recinzione del ranch, ha fatto ricorso ai pannelli d’acciaio perforati usati per le piste di atterraggio militari; le fondamenta, colonne e pareti in blocchi di calcestruzzo sono molto più leggere di quelle di una struttura convenzionale. Il costo della costruzione in opera di un tetto a forma d’ala sarebbe stato quattro volte maggiore del prezzo del trasporto e le emissioni di carbonio di due ore di volo dell’elicottero sono state molto inferiori ai due anni di trasporto via terra di lavoratori e materiali su tortuose strade di montagna. Gli stabilizzatori di ali e coda, uniti a coda di rondine sopra la stanza da letto principale, sono assicurati a lastre di acciaio che servono da compensatori di dilatazione e giunti mobili sopra i cursori di vetro. La casa si snoda su due livelli, con una scala a spirale di collegamento: alla quota inferiore una zona living aperta verso l’esterno, sopra la camera padronale; lungo il pendio sono distribuiti un padiglione per gli ospiti e una piscina. Nella parete della cucina sono incassati tre oblò dell’aereo e le superfici metalliche levigate a specchio o lasciate allo stato originale accostate alla confusione della vita quotidiana sono elementi dalla bellezza surreale. Le ali, aggettanti su entrambi i lati, sembra stiano per spiccare il volo, e creano un dialogo tra loro e il paesaggio spettacolare circostante. Questo progetto segue il percorso delle case di Richard Neutra, da lui stesso definite “macchine nel paesaggio”. Norman Foster, a cui fu chiesto di citare la struttura da lui preferita, nominò il 747, per la forma funzionale e per la capacità di adattamento alle nuove tecnologie nel corso dei quarant’anni dalla sua introduzione. Hertz ha avuto il merito di individuare un nuovo uso per una meraviglia tecnologica che altrimenti avrebbe finito il proprio ciclo di vita in una discarica insieme a lattine di Coca Cola.

Michael Webb

 
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