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Home State of the Art 003 Metal Foundation

| Baragaño |

Metal Foundation

| | Spagna |
| Architettura |


Baragano Nel paesaggio industriale delle Asturie, regione spagnola fortemente caratterizzata dai giacimenti minerari e dall’industria siderurgica, la nuova sede della Fundación Metal ad Avilés rappresenta nella concretezza l’impegno verso una connotazione emblematica dell’architettura: il trasferimento dal centro storico ad una zona d’insediamenti industriali nelle vicinanze del porto di Avilés implica una prospettiva di riqualificazione per le aree contrassegnate dall’industria pesante. La Fundación Metal è un centro per la formazione professionale nei settori della metallurgia e assume fra i compiti statutari le funzioni di supporto allo sviluppo e all’innovazione. Il progetto di [baragaño] interseca molteplici valenze: l’omaggio a memorie del tessuto produttivo locale tipico, la trasposizione di nuclei di tessuto urbano nel “parco” industriale di Avilés, l’indirizzo di sperimentazione espressiva del materiale nella composizione di un’architettura che si pone come un’icona. Un processo progettuale d’indole scultorea, un riferimento esplicito alle opere monumentali di Eduardo Chillida o Richard Serra, che costruiscono brani di paesaggio. L’acciaio costituisce la materia principale del complesso architettonico e la materia attorno alla quale si definisce l’attività della Fundación Metal. Acciaio in lastre modulari di grandi dimensioni prodotte dall’industria siderurgica della regione per la composizione delle pareti, lastre opache e lastre con un’orditura regolare di fenditure orizzontali, per introdurre una componente dinamica nella luminosità degli spazi interni e per articolare la mediazione fra vuoti e pieni, porzioni opache di parete e porzioni vetrate, utilizzando un sistema che propone un effetto di trasparenza filigranata attraverso la lavorazione delle lastre. Acciaio per i serramenti e per l’arredo, l’attrezzatura per gli spazi pubblici di accoglienza e per i laboratori di formazione. Acciaio per la struttura portante, dichiaratamente in vista: travi e pilastri costituiscono un consistente segno architettonico e allo stesso tempo una dimostrazione di studio dal vivo per l’applicazione del materiale nelle costruzioni civili. Nel coniugare memoria e futuro, l’acciaio per le strutture è prodotto con i forni elettrici dell’industria regionale, proviene al 70% da materiale di riciclo ed è a sua volta completamente riciclabile. Il sistema costruttivo rende l’insieme dell’edificio assimilabile ad un’opera di carpenteria metallica, innervando i termini di precisione e rapidità nell’assemblaggio tipici delle costruzioni metalliche. La geometria dell’architettura nel rigore ortogonale si apre a rilevanti variazioni: i volumi a parallelepipedo si elevano per sovrapposizioni parziali, aggetti ed intersezioni, formando terrazze praticabili, che moltiplicano le visuali sul tessuto urbano. La conformazione planimetrica “a pettine” accentua l’effetto volumetrico, creando fronti segmentati: il valore delle masse d’acciaio con coloritura nera si amplifica attraverso la suddivisione dei prospetti. Il colore rosso punteggia le facciate, nell’aggetto della pensilina all’ingresso e nelle scale metalliche di sicurezza, una linea che percorre le pareti nel patio centrale; all’interno, un simile filo rosso di continuità caratterizza i collegamenti verticali e gli elementi distributivi. Spazi interni prevedono funzioni frammiste: al piano terreno a doppia altezza si collocano laboratori-officina per la formazione professionale e gli uffici amministrativi, ai piani superiori ulteriori laboratori, sale di studio e di riunione.

Francesco Pagliari