By A Web Design


Home Arretrati 2009 The Plan 35 La visione di Morphosis diventa realtà

| Morphosis Thom Mayne |

La visione di Morphosis diventa realtà

| Highlights |


Morphosis Quarant’anni fa Thom Mayne, battagliero contestatore ventottenne, fondava lo studio sperimentale Morphosis e collaborava alla nascita del Southern California Institute of Architecture quale alternativa radicale all’insegnamento tradizionale dell’architettura. Figlio di quell’epoca ribelle, animato da un’intensa passione per nuove e rivoluzionarie forme di espressione architettonica, Mayne fin dai suoi esordi non è mai sceso a compromessi, preferendo perseguire un’idea fino in fondo, anche solo sulla carta, piuttosto che comprometterne la compiutezza pur di realizzarla. Da questo punto di vista, non è cambiato nulla. Ha ricevuto il premio Pritzker e molti altri riconoscimenti per opere di dimensioni e complessità crescenti e nell’ultimo decennio si è conquistato la fiducia di università, consigli scolastici, grandi aziende e agenzie governative. L’età e il successo lo hanno reso meno aggressivo ma non meno determinato a tener fede ai suoi principi. “Sono disposto ad abbandonare la realizzazione di un progetto, ma non rinuncio a svilupparne il concept”, dice. “In diversi progetti recenti ho intrapreso una strada diversa [dal cliente] senza provare alcun senso di perdita”. A un’età in cui altri architetti sono all’apice della carriera o stanno pensando alla pensione, Mayne è attivo e inquieto come sempre. Una domanda posta da un intervistatore su un edificio specifico può provocare un lungo monologo sulle potenzialità dell’architettura o portarlo a spaziare su teorie che coinvolgono una dozzina di discipline. Scrutando l’orizzonte, mantiene ferma la sua rotta come un vecchio lupo di mare. “Non sono ancora riuscito a realizzare i progetti che ho portato avanti a scala urbana”, dice. “Mi hanno sempre accusato, credo ingiustamente, di dare troppa importanza ai particolari, rendendo gli edifici più complicati del necessario. In natura, non muoviamo critiche agli organismi perché troppo complessi; perché non poter allora enfatizzare la complessità di certi aspetti? Questo paese è terrorizzato dalla libertà [e] ha bisogno di essere galvanizzato”. Morphosis continua a provocare, negli Stati Uniti e all’estero, ma il nuovo studio è un’oasi di serenità. Situato a Culver City, ex quartiere operaio di Los Angeles che si sta velocemente trasformando in centro pulsante di gallerie d’arte, ristoranti raffinati e imprese innovative, occupa l’involucro di una ex carrozzeria. Una recinzione di pannelli in metallo ondulato e un cancello scorrevole rappresentano in forma stilizzata giochi lessicali didattici usati per studiare le affinità tra esseri umani e primati, anche se la maggior parte dei visitatori lo vede come un disegno astratto. Una tettoia di pannelli solari copre il parcheggio e rende l’edificio autonomo dal punto di vista energetico. Un giardino all’italiana con alberi del pepe, ghiaia e barbecue, cinto da pannelli di policarbonato e piante diventa un angolo di relax per lo staff e uno spazio per riunioni all’aperto collegato alla sala conferenze da vetrate scorrevoli. Lo studio, a doppia altezza, riceve luce dai lucernari in copertura che provvedono anche alla ventilazione naturale. Salendo al mezzanino, si trovano sulla destra gli uffici mentre una parete sul lato opposto nasconde le biciclette. Tutto è di un bianco assoluto; lungo le pareti si allineano i modelli di progetti passati e futuri e una serie di rilievi quadrati di 60 cm di lato: costruite nel laboratorio a vetri accanto all’entrata, queste opere tridimensionali esplorano come forme complesse possano svilupparsi a partire da pochi parametri elementari. Frutto della collaborazione tra Mayne e un suo studente della Cornell University, costituiscono una fusione tra arte e architettura, un’espressione autonoma di ricerca per costruzioni e strutture urbane. Alcuni lavori sono piatti con piccole aperture, altri scavati o molto stratificati. “È un’indagine sulla forma, analizza lo scarto tra progettualità e casualità”, dice Mayne. “Queste strutture appese alla parete trasportano la mia immaginazione verso un altrove dove esploro forme indipendenti da uno scopo specifico, un luogo più libero, fondamentale per la ricerca”. Alla pari dei modelli, ogni edificio di Morphosis ha forma e carattere specifici ma approfondisce al contempo idee ricorrenti che Mayne identifica nei concetti di interazione, distorsione, curiosità di conoscere e incompletezza; concetti sperimentati a livello sensoriale come risposte attente al contesto. Per il campus della società farmaceutica Giant in Cina Mayne si è ispirato (come Richard Meier per il Getty Center) alla pianta di Villa Adriana con il suo complesso di edifici immersi nel paesaggio e l’articolato sistema di percorsi pedonali per favorire le relazioni sociali. E ha interpretato il genius loci della periferia di Shanghai. Il Perot Museum of Nature and Science, quasi terminato, raggiunge un risultato analogo per Downtown Dallas. Situato a Victory Park a pochi minuti dall’Arts District raccoglie attività precedentemente ospitate in tre edifici separati e rivitalizza una zona urbana sonnolenta. A causa del budget contenuto sono stati costretti a limitare la superficie e a pensare ad ampliamenti futuri. Morphosis ha progettato un cubo di calcestruzzo su pilotis, svettante su una base dall’impianto irregolare. Con il ricorso al calcestruzzo (“materiale non nobile e incredibilmente economico”) e a forme stampate si è voluto ottenere un rilievo più marcato sul basamento e una increspatura leggera sulle facciate cieche del monolite a suggerire l’immagine di una massa rocciosa emergente dal piatto paesaggio circostante. Nel basamento sono distribuiti auditori e un settore didattico-museale dedicato ai bambini illuminato dall’alto e aperto verso l’esterno. Si accede al museo da un parcheggio di superficie attraversando una zona a verde fino a raggiungere l’incisione praticata nella superficie della facciata da cui l’imponente atrio riceve luce. Ascensori collegano i tre livelli espositivi e il piano più alto degli uffici; di questi uno ha il suo percorso all’esterno della facciata, creando una piattaforma panoramica sulla città e su rocce e verde del basamento. Gli interni, a dimensione di un pubblico dagli 8 ai 13 anni, alternano costantemente aree espositive buie a spazi vuoti e scorci sull’esterno. A La Défense di Parigi, il quartiere di torri per uffici a 7 km dal centro storico, dovrebbero iniziare entro la fine del 2012 i lavori per la costruzione della Tour Phare, pensata per creare una connessione simbolica con il centro della città. Sorgerà fra la Grande Arche (il nadir dei grands projets di Mitterand) e l’arco in calcestruzzo della copertura del C.N.I.T, il centro congressuale ed espositivo di Prouvé-Nervi, raggiungendo con il suo apice sfrangiato un’altezza di 300m, il livello della galleria superiore della Tour Eiffel. Anche se Mayne sostiene di non essere interessato a questo aspetto, la Tour Phare condividerà con questa popolare apoteosi dell’ingegneria la suggestione iconica che la porterà ad essere riprodotta in modellini e cartoline. Afferma che la sua grande soddisfazione è poter realizzare finalmente grandi edifici commerciali ponendo la stessa attenzione a forma e dettagli riservata alle residenze private. La base del grattacielo si biforca sopra la stazione della metropolitana portando il flusso dei viaggiatori verso l’ampia e ariosa Grand Hall. Su questo volume ad arco s’innesta la sagoma della torre vetrata, rivestita con pannelli diagonali in rete d’acciaio inossidabile. Il profilo asimmetrico con curvature ardite e la pelle traforata derivano organicamente da edifici precedenti di Morphosis, soprattutto dalla nuova sede della Cooper Union a New York (The Plan 038, Novembre 2009). Con queste strutture ambiziose e i progetti di urbanistica descritti in “Combinatory Urbanism: the Complex Behavior of Collective Form” (Stray Dog Café, 2011), Mayne realizza la sua visione di un’opera al tempo stesso razionale e sensuale, lineare e complessa.

Michael Webb

 
abbonamenti-4

Archivio The Plan