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Zayed University

| Abu Dhabi | Emirati Arabi Uniti |
| Architettura |


057-brt-hadi-teherani Il nuovo Campus dell’Università Zayed ad Abu Dhabi costituisce un complesso architettonico di grande rilievo, nel quale le ambizioni culturali e formative si accompagnano alla tensione identificativa degli edifici, per rappresentare un punto focale di livello internazionale, nella riconoscibilità del progetto, nella capacità costruttiva, nella direzione di una modernità fattiva che si collega a temi della tradizione culturale locale. Le grandi dimensioni della sede universitaria, programmata per almeno 6000 studenti, e la ricerca di standard per la formazione accademica a livello internazionale corrispondono ad una visione geopolitica di sviluppo per la centralità degli Emirati Arabi Uniti all’interno di un’area cruciale nel sistema degli equilibri globali. L’insediamento universitario si colloca in contiguità con i grandi assi della viabilità: l’asse di scorrimento veloce che collega l’aeroporto al nucleo della città-capitale e l’asse viabilistico che conduce in direzione dell’espansione urbana della capitale. Di fatto e in accordo con gli elementi progressivi d’architettura, la natura del nuovo Campus definisce un luogo di focalizzazione, che marca il paesaggio come un punto di accumulazione identitaria e costruisce una visione strategica del territorio, un contrassegno che oltrepassa concetti usuali di “porta d’accesso”: il nuovo Campus costituisce una dichiarazione, in sé, di architettura compiuta e definita. La struttura del piano urbanistico è concepita secondo principi classici di assialità e simmetria, in modo particolare per quanto riguarda l’insieme dei percorsi. L’asse nord - sud costituisce il perno dell’insediamento: la planimetria mostra su questo asse la tendenza alla disposizione simmetrica degli edifici che ospitano le facoltà universitarie, i parcheggi, la viabilità interna di tipo pedonale. Sull’asse centrale si dispone il luogo focale dell’insediamento, con la corte a giardino, le architetture rappresentative e gli edifici a funzione comunitaria e pubblica. In questi si ospitano non solo le attività di servizio per gli studenti, come l’accoglienza, le attività amministrative, o le importanti strutture bibliotecarie, ma anche eventi culturali e performativi ricorrenti e d’alto livello, manifestazioni a frequentazione aperta, nell’imponente Centro Congressi dotato di sale multifunzionali e di un grande auditorium per circa 1000 posti. L’architettura risolve con eleganza il compito di fornire le condizioni di utilizzazione nelle strutture universitarie, ottemperando al principio culturale tradizionale, vigente negli Emirati Arabi Uniti, che determina la separazione degli spazi e degli ambienti per genere. Nella disposizione degli edifici per le facoltà si propone il raddoppiamento fisico: ad ovest dell’asse centrale gli edifici ad uso esclusivo delle studentesse, ad est quelli per gli studenti. Il principio della separazione per genere impone percorsi differenziati, ambienti d’uso specifico e riservato rispettivamente per femmine e per maschi: la soluzione architettonica individua zone d’accesso e corridoi separati, mentre negli ambienti ad uso sovrapposto vige una suddivisione per orari, come avviene per la fruizione della biblioteca ed altri uffici amministrativi. Nella zona della corte centrale, la separazione è attuata attraverso una parete con andamento a meandri, a settori flessuosi e flessibili che consentono di modificare il perimetro degli spazi separati secondo necessità di variazione nell’uso. L’asse centrale è il luogo della sequenza architettonica, che determina l’immagine complessiva del Campus: gli edifici si susseguono sulla direttrice nord-sud, allestendo la varietà e l’unità del progetto, in una progressione di funzionalità ed espressività. Il Centro Congressi, a nord dell’asse centrale, ha pianta a scudo, propone una fluida caratterizzazione di pareti vetrate inclinate verso l’esterno, imponenti colonne d’acciaio per la parte strutturale, un atrio a grande altezza e luminosità, che funge da spazio di accoglienza e distribuzione, con pavimentazioni in travertino e pareti interne sfolgoranti, rivestite di pannelli metallici perforati e serigrafati. Luoghi della cultura e dello spettacolo sono il Teatro a platea gradonata e galleria, la sala polifunzionale principale suddivisibile al primo piano, e le salette di riunione più raccolte al secondo e terzo livello. A sud dell’asse, la pianta ovale della Biblioteca, a tre piani e ricca di 500.000 volumi, è affiancata dalle sale mensa, con accesso separato per genere. La corte centrale costituisce un luogo meditativo e ripercorre l’idea di giardino fra modernità e tradizione: un portico a colonne ne circonda il perimetro e connette gli edifici adiacenti; nel settore femminile, un rinfrescante velo d’acqua forma un piccolo bacino, scorre su gradini e cinge uno spazio ad anfiteatro performativo; tappeto erboso, fiori e “tende” moderne assommano i caratteri del luogo per conversare e meditare. Il tratto architettonico ed ingegneristico che unifica e valorizza l’identità dell’intero complesso consiste nella struttura che costituisce la copertura: il “tetto” rappresenta la sintesi di invenzione formale architettonica e risoluzione dei problemi costruttivi, di natura statica e di resistenza dei materiali alla corrosione in ambiente denso di salinità, con escursioni termiche rilevanti, e all’azione dei venti, che spirano in direzioni opposte secondo le stagioni. Il nastro metallico, ad andamento curvilineo, percorre il Campus al di sopra degli edifici, scende a terra e risale, in aerea figurazione e forza ingegneristica: la struttura portante in travi d’acciaio e il rivestimento in pannelli d’alluminio configurano un’immagine di leggerezza ed audacia, in cui le 8.000 tonnellate d’acciaio e i 25.000 pannelli in alluminio prendono la forma di una decorazione calligrafica, un velo levitante al vento, plasticamente cristallizzato.

Francesco Pagliari

 
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