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Home Arretrati 2011 The Plan 54 Officina Vidre Negre

| Duilio Damilano |

Officina Vidre Negre

| Cuneo | Italia |
| Made in Italy |


056-damilano Officina Vidre Negre è un edificio per uffici ubicato nell’area industriale di Cuneo: cioè in una zona semiperiferica punteggiata da capannoni industriali di scarso valore architettonico, spesso prefabbricati messi in piedi per coprire il maggior numero di metri cubi con il minor costo. Qualsiasi costruzione immersa senza mediazioni in tale contesto, ne avrebbe subito l’influenza negativa, anche se avesse puntato a caratterizzarsi esteticamente con un’immagine convincente e originale: sarebbe probabilmente apparsa fuori luogo, goffa e presuntuosa. Il contrario di ciò che volevano il committente, che ne è stato anche il costruttore, e Duilio Damilano, il progettista. Da qui l’idea di ridisegnare il landscape intorno all’edificio, isolandolo così dal contesto e creandogli un intorno di qualità. Pertanto è stato deciso di inserire la costruzione all’interno di un grande parco verde, dotato anche di un laghetto artificiale, recintato da un muro continuo colorato nero. Per migliorare il contesto il costruttore, che era anche proprietario di alcune aree limitrofe, ha negoziato la qualità delle costruzioni che in queste si sarebbero dovute realizzare. Una, destinata a un distributore di benzina, è stata progettata dallo stesso Damilano che, per l’occasione, ha inventato una fascia continua dall’aspetto piacevolmente dinamico. Un’altra area, destinata al Comune e attrezzata a parco, è stata ubicata in modo tale da occultare alla vista una parte di paesaggio oramai compromessa. L’opera di ridisegno dell’intorno ha comportato il sacrificio di cubature - infatti ne permetteva maggiori - e il protrarsi dei tempi per le negoziazioni soprattutto con il Comune. Ne è valsa la pena. Se non altro per il fatto che il committente ha potuto ritagliarsi all’interno del territorio comunale un’area incantevole che oltretutto pubblicizza al meglio la propria attività, che ha a che fare con la gestione del teleriscaldamento e con la costruzione di immobili. Mentre i maggiori tempi per organizzare l’intera operazione sono stati recuperati dalla velocità di realizzazione dell’opera: meno di un anno di lavori. In un altro numero di The Plan avevamo presentato le architetture di Dulio Damilano notando che si muovono lungo tre direzioni: simbolica, scultorea ed emozionale. Simbolica per i riferimenti ad aspetti, spesso organici, che vanno oltre il semplice dato funzionale; scultorea per l’energia plastica (Damilano è figlio e fratello di scultori); emozionale perché le opere non sono mai pensate come oggetti chiusi in se stessi ma coinvolgono l’osservatore attraverso percorsi inusitati e spesso sorprendenti. Vista da fuori, l’Officina Vidre Negre richiama alla mente due diverse immagini: uno Stealth dalle forme aerodinamiche atterrato sopra un prato (e qui si osservi quanto è importante il fatto che l’edificio si trovi all’interno di un vasto spazio verde, perché altrimenti sarebbe apparso come schiacciato in un lotto) e una forma organica, un meteorite o un sasso, ma sfaccettata come un diamante. Come per tutte le buone architetture, queste due immagini metaforiche possono essere sostituite o integrate da altre. Sono allusive e non pervasive. E l’edificio potrebbe ricordarvi tante altre cose e anche niente: forse solo un vetro nero sfaccettato, come il nome Vidre Negre suggerisce. Certo è che la costruzione invita a girargli intorno e a recarsi al suo interno attraversando il portale inclinato d’ingresso con il quale si presenta all’osservatore che ha varcato il cancello. Notiamo per inciso che il vetro nero, oltre ad essere un materiale di rivestimento che permette di abolire la distinzione tra pareti e tetto a favore di un continuum plastico, riflette il paesaggio circostante. E poiché è disposto secondo diverse giaciture, l’effetto complessivo è vario e frammentato, quindi pittoresco ma non oleografico. Il vetro, infine, permette una precisione di esecuzione e di taglio che sarebbe stata difficile con altri materiali. Precisione alla quale sia il costruttore-committente che Damilano hanno puntato facendo tagliare a misura ciascun singolo componente. Al vetro, nella fascia basamentale, è stato affiancato il legno giocando sulla polarità naturale-artificiale, organico-razionale, unitario-molteplice che è il leitmotiv dell’edificio. All’interno, infine, una sequenza di spazi porta all’ufficio del committente che si affaccia con una grande finestra sul parco. A testimoniare che l’edificio stesso è parte del landscape che si è costruito intorno.

Luigi Prestinenza Puglisi

 
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