Due case con differente modalità d’utilizzo, accomunate nella ricerca di una raffinatezza compositiva: una in Argentina, ad Olivos, si situa in un antico quartiere residenziale nella cerchia metropolitana di Buenos Aires; l’altra in Cile, una residenza per vacanze e brevi soggiorni, è aggrappata al declivio a rilevante pendenza verso la spiaggia di Cachagua, a nord di ValparaÍso, e fronteggia l’Oceano Pacifico in una magnifica prospettiva paesaggistica. Per entrambi gli edifici unifamiliari, il progetto di Mathias Klotz tende a concretizzare aspetti di rigore formale, nella predisposizione di schemi di pianta articolati secondo una geometria chiara e ben identificabile nell’ortogonalità, leggibilità e nettezza dei volumi architettonici, nell’espressività che si manifesta in un’eleganza rarefatta degli spazi interni, amplificata dall’uso di una gamma limitata di materiali: cemento, acciaio, vetro, legno. La casa Bitran, in Cile, si dispone come una residenza per vacanze, rendendo massimo il valore paesaggistico delle visuali prospettanti sulla spiaggia e sull’Oceano attraverso la trasparenza delle pareti vetrate. Il progetto delinea nel rigore geometrico un intervento compatto, ancorato al declivio, per individuare spazi fra interno ed esterno, protetti e riparati, anche per il vento che spira dall’Oceano. La residenza si dispone su due livelli, con la copertura piana che si trasforma in una grande terrazza: il livello superiore destinato alla zona soggiorno e l’inferiore alla zona notte, con quattro stanze da letto. Flessibilità ed ambivalenza sono chiavi interpretative del progetto. L’ambiente di soggiorno e pranzo è spazio flessibile, una grande superficie che dà sull’Oceano attraverso pareti vetrate e la mediazione di una loggia con griglie metalliche a sezionare le visuali ed attenuare il riverbero luminoso, formando un volume in forte aggetto sul piano inferiore. Nello stesso tempo, la zona soggiorno si rivolge a monte, prolungandosi al di là dell’imponente camino in pietra verso una terrazza-patio racchiusa da pareti in cemento a vista. Al piano inferiore, la zona notte scorre su una terrazza, con superficie lastricata ed erbosa, per l’accesso alla piscina. Rampe di scale interne ed esterne collegano i livelli di piano, moltiplicando i percorsi d’accesso e relazione. Mathias Klotz, con la collaborazione di Edgardo Minond, determina invece per la casa L, in Argentina, uno sviluppo lineare, in gran parte segnato dall’orizzontalità, ricco di correlazioni e interscambi, fra interno ed esterno: il nodo progettuale si incentra su potenziali visuali, sequenze e raccordi fra gli ambienti che si irradiano e moltiplicano percorrendo il lungo corridoio. L’asta distributiva prosegue il percorso gradinato di accesso alla residenza, unito da una pensilina-pergolato al parcheggio aperto per le auto, e costituisce una linea continua, un elemento di partizione architettonica. All’interno vi affacciano gli ambienti del piano terreno. Un ampio spazio ortogonale al corridoio forma il nucleo centrale dell’abitazione, un luogo che accorpa soggiorno e pranzo e si distende verso il grande camino, differenziando le pareti per materia e resa sensoriale. La parete in cemento a vista chiude il lato sud-ovest come una cornice che propone rifinite superfici verticali per esporre opere pittoriche in una vasta nicchia. La parete opposta, ad ampie e scorrevoli vetrate a tutt’altezza, apre la visuale sulla terrazza protetta da un pergolato a travi in cemento, sulla piscina e sulle superfici erbose del giardino, in cui si diffondono opere scultoree. La parete di separazione dal corridoio, anch’essa in cemento a vista, fluttua sospesa nel suo rigore materico. Il corridoio, da un lato, diviene membrana trasparente nella continuità delle vetrate che si aprono sugli spazi esterni, e accompagna, sull’altro lato, la sequenza in linea degli spazi: la cucina, il patio quadrato, la vasta stanza per la musica, un affaccio sul giardino con camminamento lastricato. Il corridoio si conclude verso la zona notte, una sorta di corpo a parallelepipedo virtualmente separato in cui si dispongono stanze da letto, al piano terreno e al livello superiore, unico volume sopraelevato sull’orizzontalità dell’edificio, rimarcato dalla fascia in cemento che come una trabeazione antica incornicia tutto il perimetro. Riservatezza, per la relativa distanza dalle zone di soggiorno, ed articolazione di visuali e relazioni con l’esterno: il volume aggetta su uno spazio di transizione verso il giardino; un brise-soleil a listelli verticali in calcestruzzo protegge il fronte esposto ad ovest; la stanza da letto principale, al primo livello, diviene uno spazio complesso, con tramezze in legno, un grande camino, un’ampia vetrata sul giardino e l’accesso alla copertura piana che forma una terrazza praticabile. Francesco Pagliari








