Oltre al vetro, molti altri materiali trasparenti e traslucidi - plastica, metallo perforato in lastre, maglia metallica - sono oggetto di interesse da parte degli architetti, come anche i sistemi costruttivi strutturali a membrana. Da tempo i materiali tessili ci proteggono dagli agenti atmosferici come sole, vento, pioggia e neve, con il vantaggio di fornire ampie campate in una vasta varietà di forme. Le membrane ad alta prestazione e i laminati a base di fluoropolimeri, ad esempio le membrane traslucide come le fibre di vetro rivestite di PTFE (politetrafluoroetilene) o le membrane trasparenti in ETFE (etilene tetrafluoroetilene copolimero), costituiscono pietre miliari nella ricerca di materiali adatti per involucri edilizi complessi e duraturi. La notevole varietà e diversità di progetti per tipologia e dimensioni rivela il potenziale di questi materiali tecnologici e ad alta prestazione che, nella loro forma primordiale, sono fra i più antichi a disposizione dell’umanità. I loro precursori, le pelli di animali, furono usati per costruire il prototipo dell’involucro edilizio: la tenda. Da allora, fare architettura è diventata una sfida globale. Solitamente gli elementi costruttivi sono poco flessibili ma duraturi e ad essi va imputata la maggior parte del consumo globale di energia primaria. È quindi giusto che spetti al settore edilizio individuare, per ovviare a questo problema, adeguate strategie internazionali e soluzioni locali. Negli ultimi decenni la rapida evoluzione nella produzione delle diverse tipologie di materiali (per esempio i laminati) e la raffinatezza raggiunta dalle superfici delle membrane (i rivestimenti), sono stati uno stimolo costante di innovazione. Come risultato, la moderna tecnologia a membrana è chiave per la costruzione di involucri flessibili. Una panoramica delle diverse opzioni è presentata attraverso una vasta gamma di progetti che impiegano materiali diversi. La struttura dell’imponente Cape Town Stadium in Sud Africa è ricoperta esternamente da una maglia in fibra di vetro rivestita di PTFE che lo fa reagire ai cambiamenti della luce diurna e dell’illuminazione artificiale. Per ottimizzare i livelli di comfort e rispettare i requisiti richiesti dalla FIFA, in tutto il mondo la maggior parte degli stadi nuovi o ricostruiti ha una copertura sulle gradinate. Questa protezione contro gli agenti atmosferici influenza l’esposizione alla luce. Un’adeguata illuminazione naturale è condizione importante per la crescita del manto erboso e per ridurre la potenziale aggressività del pubblico; ma, forse, è ancora più importate per ottenere immagini televisive ad alta qualità in uno spazio libero da colonne. In questo caso i materiali del rivestimento rivelano le loro più importanti qualità: ampie aperture prive di colonne fasciate da maglie e film traslucidi che consentono una diffusione luminosa omogenea e poco contrastata. Nel nuovo Centro Commerciale Dolce Vita Tejo a Lisbona, Portogallo, si è fatto ricorso a membrane ETFE per l’immensa copertura e la struttura della facciata, i cui 42.000 mq di superficie sono costituiti da cuscini di 10x10 m in membrane multistrato (da 3 a 5) di ETFE, per un totale di 70 t di ETFE. Per ottimizzare l’apporto luminoso riducendo al minimo l’irraggiamento solare, i cuscini hanno una geometria chiusa verso sud e aperta verso nord, analogamente ai sistemi di copertura dei capannoni industriali. Questo progetto, inoltre, applica per la prima volta al mondo membrane in ETFE selettive basso emissive. Lo stesso materiale è stato usato da Thomas Herzog sulle facciate del Centro di Addestramento per il Soccorso Alpino presso Bad Tölz in Germania. Qui, il sistema costruttivo modulare utilizza identici telai prefabbricati in acciaio fissati alla sottostruttura primaria in acciaio e rivestiti da una membrana monostrato di ETFE. È stato possibile adottare questa soluzione poiché non vi era necessità di isolamento termico. Analogamente, il progetto La Miroiterie a Losanna, Svizzera, dimostra come con le membrane si possano realizzare involucri ben coibentati. In questo caso, cuscini a quattro strati offrono alti livelli sia di coibentazione termica sia di trasmissione luminosa. Un tessuto esterno in fibra di vetro rivestito di PTFE è accoppiato a 3 strati di ETFE. Un sistema supplementare di ventilazione riduce l’energia necessaria per mantenere l’aria in pressione all’interno del cuscino. Lo spettacolare capolavoro site-specific “Leviathan” di Anish Kapoor rivela il potenziale scultoreo delle membrane. Come già nella sua opera “Marsia”, installazione temporanea realizzata per la Tate Modern di Londra nel 2002, che constava di tre enormi anelli di acciaio tenuti insieme da una membrana tesa di PVC. La scultura di Kapoor “Leviathan”, per l’edizione 2011 di Monumenta al Gran Palais di Parigi, consiste in una pelle smisurata color rosso vermiglio, più di 12.000 mq, sostenuta solo dalla pressione dell’aria interna. Il visitatore viene chiamato non solo a vedere l’epidermide esterna ma a entrare nella scultura attraverso una camera di compensazione. Alta 35 m, quest’opera inonda lo spettatore con il suo colore, rosso profondo, coinvolgendolo in un’esperienza spaziale e sensoriale. A seconda delle condizioni di luce, le ombre della copertura vetrata del Grand Palais sono visibili all’interno della scultura: in pieno sole, le ombre sulla superficie ricurva sono affilate e precise; al passaggio di una nube l’atmosfera cambia completamente, lo spazio diventa indefinito facendo perdere al visitatore il senso delle dimensioni nell’oscurità avvolgente dell’involucro rosso. Jan Cremers Director Technology, Hightex








