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Search Un’antica e tipica cascina danese risalente al XIV secolo, a Hillerød (Copenhagen), si compone di un corpo centrale e un’ala residuale, che accenna uno schema planimetrico a corte di grandi dimensioni: l’edificio storico viene restaurato con attenzione ai materiali antichi e alla coerenza dell’impianto negli spazi e nelle proporzioni degli ambienti. L’edificio centrale antico si attesta imponente su un modesto rilievo nell’altimetria del terreno. La copertura a falde con inclinazione ripida domina il prospetto principale, a deciso andamento lineare, lungo il quale si sussegue una sequenza modulare e ritmica di finestre; il portale d’accesso dimostra la rilevanza del sistema architettonico di frontone e timpano: è evidente la dimensione aulica del complesso, intrinseca nell’architettura e per i valori espressi dalla storicità concretizzata. Il radicamento storico si amplifica nella vicenda scientifica e nei processi produttivi dell’industria farmaceutica: qui veniva estratta l’insulina dal pancreas delle mucche, un procedimento di notevole importanza nell’ambito delle scienze mediche. Allo studio d’architettura SeARCH viene affidato dalla società Novo Nordisk l’ampliamento della sede: l’obiettivo è la costituzione di un centro polivalente di servizio ad integrazione degli edifici storici, sia per gli addetti nei settori di ricerca e produzione della società farmaceutica nel distretto circostante sia per ospiti ed invitati. Le funzioni si allineano nei campi della cultura, dell’ospitalità e del benessere: il nucleo centrale è la costituzione di un centro congressi e conferenze, con un grande auditorium, sale d’incontro, sale per riunioni, luoghi per il ristoro, luoghi per l’attività fisica, spazi attrezzati per l’accoglienza. L’immagine che identifica l’articolazione funzionale nelle esigenze espresse dalla società farmaceutica è la dinamicità: un complesso architettonico vivo, intriso di modernità che si intreccia alla discrezione nella relazione con la storicità delle architetture preesistenti. Elemento progettuale di fondo è il riconoscimento di valori architettonici e paesaggistici, cui si correla l’elaborazione dei corpi edilizi. Il sito suggerisce alcuni caposaldi compositivi: il rilievo altimetrico, il lago adiacente, il rispetto ed il rafforzamento delle visuali paesaggistiche, la disposizione planimetrica degli edifici nell’area. A nord, si sviluppano le nuove architetture che accolgono sale d’incontro e riunione, sale per l’esercizio fisico, un piccolo ristorante e la batteria dei servizi: si dispongono ai piedi del terrapieno, fra l’edificio centrale dell’antica cascina e il lago, con un andamento orizzontale, che si accorda alla variazione altimetrica ed accompagna la preesistenza storica. Corpi in forma di pianta lobata attorniano l’edificio principale dell’antica cascina, con fronti vetrati che affacciano sul lago, i tetti sono verdi ad accentuare il naturalismo dell’intervento, ampi lucernari lobati fendono la profondità delle coperture per illuminare ambienti e spazi di transizione. Nel dislivello del terreno, si realizza un piano interrato per i servizi; rampe di scale danno accesso al corpo centrale, in cui si confermano le funzioni di ingresso principale, attraverso il portale nella facciata a sud verso lo spazio a corte, e si sviluppano ulteriori spazi d’accoglienza e lavoro. Il progetto completa lo schema planimetrico a corte del complesso, realizzando una lunga ala sul versante est raccordata all’edificio principale con un corpo curvilineo, in modo da rispecchiare nella conformazione di pianta l’ala preesistente sul lato opposto. Il progetto dell’ala est trova riferimenti geometrici e generali con l’ala ovest, nell’uso reiterato delle coperture ad elevata inclinazione, e nella conformazione di una sagoma assimilabile alla preesistenza, attraverso processi di accentuata schematizzazione. La contemporaneità si rivela nel rifiuto di una linea di colmo omogenea per le coperture a favore di elaborate linee di confluenza, che definiscono volumi di differente consistenza e geometria; la continuità delle vetrate a piano terreno nell’ala est introduce una smaterializzazione evidente dell’attacco a terra del volume architettonico, che così viene a fluttuare sulla luminosità, quando la luce artificiale prorompe dalla trasparenza delle vetrate, e sulla riflessione fisica nelle condizioni di luce naturale. La conformazione degli spazi interni propone ulteriori fondamenti di contemporaneità, nel ripercorrere l’assunto generale del progetto che incrocia geometrie, nell’ampliamento a nord come impronte di foglie, nell’ala est nella triangolazione degli spazi per determinare l’auditorium come punto conclusivo del percorso architettonico.

Francesco Pagliari

 
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