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Home Aprile 2012 Centrale Mazzoni

| GruppoFON |

Centrale Mazzoni

| Venezia | Italia |
| Architettura |


053-gruppo-fon-architetti Il tema progettuale è rilevante, dal punto di vista teorico ed operativo: il recupero a residenza di un edificio industriale dismesso, la centrale termica, realizzata fra il 1933 e il 1937, a servizio della stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia. Il progetto dello studio veneziano Gruppo FON Architetti, per EstCapital Group, e realizzato dal Gruppo Maltauro, coniuga con eleganza e razionalità esigenze apparentemente divergenti: l’abitare contemporaneo e la conservazione di un’architettura di qualità, che nel corso degli anni ha subito manomissioni nei corpi interni. L’edificio è un’opera importante di Angiolo Mazzoni, progettista di fabbricati per le Ferrovie e per le Poste, esempi di una modernità espressa con discrezione negli anni Trenta del razionalismo architettonico italiano. Il progetto di recupero sottintende un processo conoscitivo ed analitico, elaborando un percorso progettuale complesso: valorizzare qualità spaziali e dettagli architettonici dell’antica centrale termica ed innervare elementi e soluzioni di razionalità funzionale ed espressiva, secondo principi di leggerezza. Le facciate rivestite in listelli di cotto divengono un punto fermo nella continuità dell’edificio, con interventi di coibentazione interni al perimetro murario. L’impianto geometrico e compositivo delle finestre a nastro orizzontali e dei finestroni verticali viene conservato, a connotazione storica del periodo razionalista, ed assume valore caratterizzante anche per gli spazi interni degli alloggi. Il combinarsi dei volumi, che nell’antica centrale termica dipendevano dal “percorso del carbone”, ora diviene elemento dinamico nella configurazione della residenza: l’edificio dispone di terrazze panoramiche, spazio interno a corte, giardini, che aggiungono gradevolezza all’abitare. L’intervento non intacca l’involucro dell’edificio: per i nuovi corpi edilizi si aggiunge un sistema strutturale a pilastri in acciaio e travi in legno a vista, ed apposite fondazioni. L’ingresso a doppia altezza introduce al corridoio distributivo: la forma organica ed ondulata si replica ad ogni piano, costituisce nucleo di variazione in una pianta regolata dall’ortogonalità del perimetro. La torre ascensore si associa ai preesistenti elementi verticali arrotondati e alla scelta di conservare la ciminiera. Il progetto accosta variazioni di materie e colori all’interno dell’involucro edilizio, componendo un’immagine di preziosità: pareti in cartongesso, pavimenti ceramici negli spazi comuni di transito e in legno negli alloggi, lastre in vetro colorato per i parapetti delle scale e per le velette di protezione alle vetrate. Il carattere di funzionalità tecnologica nell’antica centrale termica si rinnova nel progetto di recupero secondo una catena concettuale. La specializzazione dell’impianto originario per la produzione di calore si tramuta in un’odierna forma tecnologica sperimentale per la climatizzazione, rilevante ed innovativa per un intervento in piena città storica: l’impianto geotermico a tre pompe di calore, con 28 sonde ad elevata profondità, i pannelli radianti e il ricambio meccanizzato dell’aria primaria, consentono effettive condizioni di comfort ecologico.
Francesco Pagliari