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Matteograssi Headquarters

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053-lissoni Per la sede centrale che accorpa attività e produzione dei marchi riuniti nel gruppo Matteograssi, a Giussano in provincia di Monza e Brianza, lo studio Lissoni Associati progetta il nuovo edificio per uffici a tre piani fuori terra, nella direzione di configurare una forte identificazione architettonica, riverbero di un’immagine aziendale fra storia e contemporaneità. Nucleo del progetto è la grande parete in calcestruzzo armato, un setto divisorio che diviene una sorta di quinta architettonica a doppio effetto: verso l’esterno spicca una grande visibilità ambientale, mentre verso l’interno si determina un senso più appartato e nascosto, in sintonia con il trattamento delle analoghe pareti che perimetrano le zone di produzione e magazzino. Si crea un fondale materico omogeneo sui cui lati opposti emerge la composizione dei volumi che accolgono gli spazi ad uffici. L’architettura si sviluppa per parallelepipedi, che si inseriscono sul fondale a livelli differenti, componendo parziali sovrapposizioni degli elementi volumetrici. Attraverso la differenziazione delle dimensioni trasversali e longitudinali, l’idea di facciata si frammenta e moltiplica in una sequenza di oggetti a sbalzo correlati ma relativamente autonomi, che creano differenti profondità sullo sfondo della parete in calcestruzzo. Oggetti architettonici di natura tecnica ed estetica ad un tempo: la struttura è completamente in acciaio, con sottili colonne che reggono gli aggetti dei parallelepipedi sul terreno e sui vuoti formati fra il piano terreno e il secondo piano, in relazione allo stretto calibro del livello intermedio, in parte assimilabile alle funzioni di connessione verticale e orizzontale.Ampie vetrate si aprono sugli affacci nei lati corti dei volumi-contenitori, protette da tende a rullo esterne. Sul fronte a sud, i lati maggiori sono costituiti da una parete vetrata continua interna a tutt’altezza e da un triplo rivestimento esterno. Fra due strati in policarbonato trasparente si interpongono pannelli in fibra di vetro, con funzioni d’isolamento termico e diffusione omogenea della luce naturale, introducendo condizioni uniformi d’illuminazione negli ambienti di lavoro, allestiti con elementi della collezione aziendale alternati ad arredi su disegno di Piero Lissoni. Nell’intercapedine fra la parete vetrata e il rivestimento sono alloggiate le colonne diagonali in acciaio, che appaiono come un reticolo nella visione notturna, quando l’illuminazione artificiale trasforma l’edificio in fonte luminosa che contrasta con le pareti di fondo in cemento. Alla luce diurna, l’effetto di trasparenza si annulla, l’edificio tende all’opacità, omogeneizzando la coloritura fra i diversi materiali. Sul fronte verso nord, al di là della quinta muraria, prevalgono le pareti vetrate, che si riflettono in un sottile specchio d’acqua, attraversato da un camminamento in lastre di cemento ruvido, in analogia al percorso che conduce all’ingresso sul fronte ovest, lungo la superficie a prato.

Francesco Pagliari

 
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