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| New Wave Architecture |

Sistan and Baluchestan University Restaurant

| Zahedan | Iran |
| Architettura |


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Il progetto dello studio New Wave Architecture (Lida Almassian e Shahin Heidari) per il ristorante self-service dell’Università del Sistan e Baluchestan, regione sudorientale dell’Iran ai confini con Pakistan e Afghanistan, si indirizza, come altri lavori dello studio, ad una combinazione di elementi, fra densità materica e rilievo volumetrico: la forma architettonica diviene un elemento di riferimento per il paesaggio urbano di Zahedan. L’edificio si dimostra di notevoli proporzioni ed opera sull’uniformità d’immagine che proviene dall’uso di lastre di travertino per il rivestimento delle pareti esterne, che si ribalta anche negli interni. Il travertino per colore e consistenza del materiale tende a simulare, a distanza, una superficie distesa come un nastro continuo, che accentua l’idea di una forte compattezza dell’edificio. In realtà, il progetto coordina un’ampia formulazione di idee-guida architettoniche, nell’unire una dimostrazione di modernità che si interseca con proposte di recupero concettuale degli elementi della tradizione. L’edificio si sviluppa su una pianta rettangolare, in cui si allineano in sequenza la zona del ristorante self-service e la zona delle cucine con i reparti di lavorazione e depositi; la porzione a ristorante è ripartita in tre settori distinti, verso l’esterno due lunghe sale, differenziate per genere, femmine e maschi, racchiudono un patio di connessione, caratterizzato dall’evidenza della griglia di travi in cemento che ritaglia riquadri di cielo nello spazio centrale, come se si trattasse di un pergolato a travi massicce. Appare dominante la forza comunicativa del volume e delle strutture. A nord-ovest i prospetti delle sale di ristorazione si ergono in obliquo, rispettivamente verso l’interno e l’esterno; nella facciata si aprono finestre che si restringono progressivamente fino a divenire sottili tagli nelle pareti, sottolineando su questo lato l’aspetto chiuso dei corpi edilizi che per contrapposizione segnano l’accesso al patio e al suo carattere aperto. La rilevanza del sistema strutturale in cemento armato è evidenziata nei grandi pilastri a V che si modulano lungo la pianta: completamente visibili, corrono lungo le pareti laterali delle due stecche longitudinali, ora all’esterno ora all’interno delle pareti vetrate laterali, che forniscono un molteplice grado di trasparenza, fra interno ed esterno, fra le sale ed il patio interposto. I temi energetici sono declinati nel recupero di tecniche tradizionali, modernizzando la funzione degli specchi d’acqua che lambiscono l’edificio, e penetrano per brevi tratti nel patio centrale, non soltanto per gradevoli effetti specchio. Il progetto sfrutta l’azione di inerzia climatica svolta dalle masse d’acqua, in modo da indurre correnti d’aria che smaltiscono il calore attraverso il patio.

 
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