Il Mellat Park Cineplex, situato al limitare di un grande parco urbano a Teheran e dotato di una notevole visuale sulla corona di montagne in lontananza, è un edificio polifunzionale per la cultura, l’intrattenimento e l’aggregazione sociale. Il progetto dello studio Fluid Motion Architects (FMA, Reza Daneshmir e Catherine Spiridonoff) si pone obiettivi importanti: dalla rivitalizzazione di spazi urbani di scarsa frequentazione alla configurazione di un’architettura flessibile, che si fonda su immagine e concretezza di modernità. La ricerca di strutture e forme che dimostrino dinamismo e fluidità fa parte del programma concettuale d’indirizzo dello studio: aggregare spazi e strutture, formulare un dialogo aperto fra la città-metropoli e gli elementi architettonici di rilevanza, proporre luoghi d’architettura che generano un nuovo riferimento d’attrazione all’interno del tessuto urbano. L’edificio insiste su un lotto dalla geometria non regolare: tale caratteristica diviene un punto di forza che marca il progetto, ed apre ad un andamento curvilineo al centro della pianta, che nell’operare secondo il concetto base di fluidità produce un disassamento del volume. Nell’edificio si costituiscono due nuclei opposti, le due testate sui lati minori della pianta che si collegano funzionalmente e fisicamente. Al livello del piano terreno, l’edificio diviene un “ponte”, sotto il quale si forma la figura centrale di una piazza coperta, un “vuoto” di grandi dimensioni, aperto alla percorribilità, un luogo di transito fornito di caratterizzazione architettonica, con le grandi travi e la soletta in cemento armato a vista, e di orientamento per l’accesso all’interno. L’edificio accoglie una sequenza di funzioni, nella direzione di incrementare scambi e frequentazione culturale: quattro sale cinematografiche, ciascuna per 300 posti, una sala di minori dimensioni, spazi per le arti e le esposizioni, aree per ristoranti e caffè, aree commerciali per libri e musica. Due sale cinematografiche si collocano al primo livello interrato, le ulteriori due al primo piano, fronteggiandosi l’una con l’altra. L’architettura si ravviva nell’utilizzo coordinato di materiali nettamente distinti e nella combinazione di una struttura mista in cemento armato e in acciaio. La massa architettonica si differenzia, e si alleggerisce, scomponendosi in partizioni di facciate vetrate, in cemento a vista, in rivestimenti a lastre in acciaio; tessitura dei materiali, finitura delle superfici, selezione di colori specifici (blu ai livelli inferiori, rosso al piano terreno, rosso africano nella zona per la ristorazione) contribuiscono a distinguere gli spazi interni. All’interno, l’idea dell’edificio-ponte si frantuma in una serie di passerelle e ballatoi di collegamento, che corrono lungo le pareti vetrate e permettono visuali aperte sul paesaggio verso le montagne e il parco.








