
La maggior parte dei progetti architettonici presenta ostacoli da superare, ma nel caso di questo gioiello minimalista, creato a Londra dallo studio Eldridge Smerin, le problematiche erano tali che avrebbero scoraggiato anche solo i primi segni sulla carta. Sul luogo esisteva una casa moderna, in condizioni abbastanza buone, progettata da un autorevole architetto modernista britannico, John Winter. Il sito, inoltre, si sviluppa su una collina ripida, ha una superficie limitata, inferiore a 150 m2, e il suo confine non può essere esteso dato che riguarda una delle aree londinesi più rigorosamente protette. Questa è infatti una delle uniche tre abitazioni ammesse all’interno delle mura del famoso Cimitero di Highgate, dove riposano un gran numero di personaggi storici britannici nonché probabilmente il luogo che custodisce i più significativi monumenti funerari dell’intera Inghilterra. Lo studio londinese Eldridge Smerin ha mantenuto il rispetto per la tradizione, seppure con spirito innovativo. Prima di demolire la struttura esistente ha consultato il suo architetto, Winter, il quale ha benevolmente acconsentito, avvertendo che “non avrebbe fatto alcuna protesta in merito purché la nuova architettura risultasse migliore di quella che andava a sostituire”. L’ufficio urbanistico ha approvato il progetto riconoscendolo quale valido contributo al patrimonio architettonico londinese: non si tratta infatti del solito cubo trasparente bensì di una struttura in cui superfici, luci, ombre e materiali sono impiegati nel rispetto della forma senza precludere una ricerca di nuove alternative. La nuova residenza è costituita da un volume in calcestruzzo e vetro che imita il modello modernista pur mostrando straordinarie novità. Sfrutta magnificamente il pendio grazie all’impiego di una ingegnosa struttura a sbalzo: una coppia di travi, ancorate alla parete di confine del lato nord e sostenute da quattro colonne, assicura sostegno al solaio in calcestruzzo che si estende in aggetto per quattro metri oltre il perimetro. è stata così ottenuta, al di sopra del pianterreno, un’estensione della superfice su due piani, che sembrano sospesi tra alberi secolari e antiche lapidi ricoperte di rampicanti. Il livello intermedio è vetrato su due lati, a sud e a ovest, mentre quello superiore presenta su tre lati vetrate strutturali a tutta altezza. Qui, nello spazio che accomuna cucina e zona pranzo, la parete di vetro opaco smerigliato verso est protegge dagli sguardi esterni, mentre un grande lucernario scorrevole a soffitto apre la stanza al cielo. Le pareti e le scale in cemento presentano una superficie grezza che mostra i segni delle tavole in legno, un motivo visivo molto forte che compensa la liscia trasparenza del vetro. Negli spazi interni le parti in calcestruzzo si alternano alle pareti in vetro che consentono il passaggio della luce naturale. Analogamente, i pannelli trasparenti che pavimentano i pianerottoli del primo e del secondo livello lasciano filtrare la luce fino al pianterreno, da cui, attraverso il lucernario della cucina, lo sguardo spazia fino al cielo. Da pozzi di luce fungono anche due bagni, grazie a lucernario, pavimento trasparente e una vetrata collocata tra un bagno e il vano scale. Allo scopo di ottenere maggiore spazio senza estendere la superficie in pianta, Eldridge e Smerin hanno aggiunto un piano interrato oltre a uno in elevazione. Lo scavo ha presentato un nuovo ostacolo determinando la deviazione del corso sotterraneo del fiume Fleet, che scorre proprio sotto questa parte di Londra. Gli architetti hanno anche modificato la distribuzione degli spazi: piuttosto che assegnare di nuovo i 2/3 alla zona notte e 1/3 alla zona giorno hanno scelto di dividere l’area in due metà. “Oggi si trascorre maggior tempo in cucina e c’è necessità di più spazio per le funzioni sociali rispetto agli anni settanta, epoca in cui era stata progettata la casa preesistente”, spiega Nick Eldridge, riferendosi all’ampia cucina open space e alla zona pranzo al piano superiore, così come alla sala da musica del piano intermedio, impreziosito da un camino Bathyscafocus di Focus. Le camere sono state collocate nell’angolo nord-est, i bagni lungo la spina centrale, e l’ampia zona giorno con i balconi in facciata. Sebbene le vaste superfici trasparenti possano suggerire una mancanza di privacy, all’interno della casa si ha la piacevole sensazione di trovarsi in un ambiente protetto, con una vista spettacolare, dove i balconi costituiscono una sorta di area di compensazione tra gli spazi visibili della casa e le stanze più riservate. La vista del cielo e degli alberi del parco, insieme alla distesa di antiche steli funerarie, trasmette ai visitatori un grande senso di libertà e di quiete, autenticamente singolare nel centro urbano tanto denso e ricco di memoria storica come quello di Londra. Phyllis Richardson