Nella città di Rush, a nord di Dublino, la chiesa cattolica sconsacrata di St Maur viene destinata dalla Contea di Fingal a biblioteca pubblica: l’antica chiesa insiste sul sito di una cappella del XVIII secolo e mostra caratteri dello storicismo architettonico vittoriano, murature in pietra locale grigia, finestre ogivali con vetrate decorate, torre di tozze proporzioni. Fino al 2007 l’edificio fungeva da centro per le arti. La trasformazione è affidata agli architetti Niall McCullough e Valerie Mulvin. Il progetto propone misura e leggerezza nel restauro. Si avviano indagini sulla consistenza dell’architettura storica, per preservare materiali e modalità costruttive, nella priorità di un intervento di manutenzione e riordino, riparando la copertura a lastre in ardesia e ripristinando le finestre gotiche.
L’interno dell’edificio assume la valenza di un involucro: una conchiglia in cui si allestisce la sequenza di luoghi, ambienti e funzioni, e si introduce una distanza, fisica e concettuale, fra l’intervento che compone gli elementi della biblioteca e l’intervento che si occupa del volume architettonico preesistente. L’uno è collegato all’altro, poiché la valorizzazione dello spazio funzionale a biblioteca presuppone la chiarezza dell’edificio storico nel suo ambito interno, definito anche fisicamente dalle chiare pareti intonacate che riflettono la luce artificiale e quella naturale, incrementata dal nuovo lucernario, che seziona la copertura. Nella navata in cui si articola il nucleo del progetto per la biblioteca, l’antica chiesa diviene la forma dell’involucro da percepire: correlazione di limite spaziale in sottofondo, luminosità diffusa. Nella zona del transetto e dell’abside, il progetto asseconda la preesistente dilatazione spaziale e luminosa, per focalizzare la molteplicità delle funzioni possibili, da luogo per la lettura a luogo per le arti. Nelle cappelle laterali e nella sacrestia si collocano servizi e funzioni accessori, il confessionale si tramuta in cabina d’ascolto musicale. Il progetto accetta l’assetto planimetrico della chiesa: l’ingresso corrisponde al portale, la navata è l’asse longitudinale della biblioteca, il percorso muove verso la zona absidale. La struttura della biblioteca configura una geometria per scorci obliqui, ramificandosi in un volume asimmetrico e morbido a pavimentazione e pareti in noce nero americano, su due livelli, sorretto da sottili colonne metalliche. La linea spezzata del bancone d’accoglienza sottolinea la progressione verso lo spazio dilatato nell’abside. Uno stretto corridoio s’interpone fra la muratura e il volume della biblioteca, in entrambi i lati. Il livello superiore si suddivide in due zone di consultazione a scaffale aperto, due balconate separate di differente calibro, che si fronteggiano l’una con basse pareti a parapetto, l’altra articolata con alti pannelli con un’unica ampia apertura. Verso la muratura d’ambito della chiesa, il parapetto vetrato ne rende trasparente la distanza. All’esterno, un cubo vetrato luminoso si erge sulla torre, nella corte si intrecciano zone lastricate e a verde, un luogo di memoria in cui si intersecano i nomi della città e della biblioteca.
Francesco Pagliari



