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| Lassila Hirvilammi Architects |

Kuokkala Church

| Jyväskylä | Finlandia |
| Architettura |


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La chiesa parrocchiale nella città finlandese di Jyväskylä si affaccia sulla piazza centrale ed è fronteggiata da una torre campanaria separata, uno slanciato prisma rastremato con facciate tagliate, che funge da rilevante elemento di segnalazione. L’edificio religioso è progettato dagli architetti Anssi Lassila e Teemu Hirvilammi, che già hanno ottenuto importanti riconoscimenti per la chiesa di Kärsämäki, caratterizzata dall’uso del legno in senso decorativo e strutturale (The Plan n° 013, 2006).
Per la chiesa a Jyväskylä, il progetto definisce un volume architettonico a geometrie nette e decise, in cui si unificano la copertura dalla notevole inclinazione e i prospetti esterni, attraverso la prevalenza del materiale di rivestimento: le lastre in ardesia compongono un tessuto articolato, sollecitando una sorta di luminosità frammentata e riflessa dai toni di grigio propri al materiale.
L’edificio si dispone su tre livelli di piano. Le sale per gli uffici parrocchiali e per le attività comunitarie si collocano al piano terreno, affacciate sulla piazza con una lunga parete vetrata. L’ingresso alle sale liturgiche, che occupano per intero il secondo livello seguendo lo sviluppo longitudinale della pianta, avviene lateralmente: una lunga scala esterna in granito fascia il prospetto laterale e dà accesso nel mezzo della navata. Lo spazio interno si suddivide idealmente nelle due funzioni principali, per la celebrazione dei riti e per le attività parrocchiali a larga frequentazione, conservando la possibilità di accorpare o suddividere diversamente gli spazi. Una galleria superiore posta trasversalmente alla navata costituisce il terzo livello ed ospita l’organo e la zona a disposizione dei cantori. La galleria è raggiungibile per mezzo di un’agevole ed ampia scala a chiocciola con gradini in legno e al lato opposto da una rampa lineare. Pressoché al centro della pianta, la galleria costituisce un punto fermo visivo nello spazio della navata, che si arricchisce di molteplici fonti di luce naturale, attraverso tagli verticali, moduli di pareti vetrate, lucernai in copertura. La luminosità proveniente da differenti direzioni sottolinea la connotazione geometrica e formale della chiesa: l’interno gode di proporzioni slanciate, il legno di abete utilizzato con funzione strutturale e per le superfici orizzontali e verticali rifrange e diffonde luminosità.
L’elemento più appariscente, quasi in una rilettura contemporanea delle suggestioni spaziali nelle antiche chiese, è la conformazione che assume l’invaso della navata: una griglia in travetti di legno, dalle maglie molto aperte, segue con un profilo a parabola l’andamento fortemente ascendente dell’intradosso della copertura. Una sorta di rete lignea che rende astratto, permeabile alla luce lo spazio interno; la lettura percettiva diviene unitaria ad un livello superiore, geometrico. Abete per strutture ed infissi, frassino per l’arredo, tiglio per l’altare declinano l’organicità materica dell’incavo architettonico.

Francesco Pagliari

 
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