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Architettura Olandese: Città e Paesaggio

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Dieci anni dopo l’uscita di “SuperDutch, New Architecture in the Netherlands”, celeberrimo e ormai esaurito volume di Bart Lootsma, la più giovane generazione di architetti olandesi rivela un forte interesse nella ricerca di soluzioni originali per la progettazione urbana, anche se si trova a lavorare con budget estremamente ridotti, dopo la fine dell’età dell’oro che ha favorito il lancio di studi come UN Studio e MVRDV. La considerazione di cui godevano i Datascapes di MVRDV era dovuta al fatto che esaminavano minuziosamente l’intera “situazione” di un problema architettonico lasciando all’architetto concreti margini di controllo. La tendenza attuale sembra sostituire la moda del datascaping con l’interesse ambientale orientato verso un’architettura sostenibile e a misura d’uomo. Nella generazione post-SuperDutch di oggi prevale un uso originale di spazio e forma, anche se risolto in modo meno spettacolare.
Forse, il campo d’interesse più stimolante dell’architettura olandese, che non manca mai di essere messo in evidenza, è il paesaggio. Mecanoo, fondato nel 1984 e più noto per la sua attività in architettura, ha progettato nella zona sudest di Amsterdam il Bijlerpark, “pensato come un’esperienza sensoriale”: sarà inaugurato la prossima estate. Lo studio West 8, fondato da Adriaan Geuze nel 1987, e incluso in SuperDutch come MVRDV, è tuttora, per le sue competenze multidisciplinari all’avanguardia, il più importante studio di architettura del paesaggio conosciuto a livello internazionale. Questa primavera la sequenza di parchi progettata da West 8 lungo il fiume Manzanares a Madrid sarà completata con la realizzazione di 43 chilometri di tunnel autostradali sotterranei. La rinascita di questo settore urbano fortemente degradato trova le sue icone nei due ponti pedonali ad arco i cui intradossi decorati a mosaico dall’artista Daniel Canogar ritraggono residenti locali.
Bjarne Mastenbroek e Uda Visser, fondatori nel 2002 dello studio SeArch, sostengono: “i nostri progetti sono concepiti come paesaggi ... sconfinati e aperti, che collegano l’architettura con l’ambiente urbano, l’interno con l’esterno”. Benché molto diverso da quello dello studio West 8, il loro lavoro rivela la stessa sensibilità verso l’architettura che “potenzia il paesaggio circostante, piuttosto che dominarlo o ignorarlo”. Trattando lo spazio architettonico come estensione del paesaggio, inventano tecniche innovative come il duplice uso del suolo che nasconde e collega edifici e flussi di traffico per aumentare lo spazio utile di un sito e rendere possibile la creazione di più ampi spazi funzionali e pubblici. Il Padiglione Posbank progettato dallo studio SeARCH nel Parco Nazionale Veluwezoom, con le sue facciate trasparenti, sale a spirale avvolgendosi intorno a un gruppo di alberi. In maniera molto più estrema la salita verso la piattaforma panoramica della Forest Tower a Schovenhorst, Putten, che domina la cima degli alberi, non è una semplice arrampicata, ma condensa in un percorso verticale tutti gli aspetti di una passeggiata di campagna. Anche la Trail House di Anne Holtrop, un padiglione in un campo incolto ad Almere, è un prodotto delle caratteristiche del luogo, ma in modo diverso: è realizzato esattamente dove i passi delle persone avevano scavato un sentiero di passaggio. Insieme allo Studio Noach, Holtrop ha disegnato i Floating Gardens, un complesso spa / wellness in polistirene riciclato ricoperto da un manto di vegetazione, fiori e piante ideato da Patrick Blanc, l’inventore del Vertical Garden, dimostrazione che le piante, per vivere, non hanno bisogno di terra.
Uno dei migliori progetti recenti di recupero dell’esteso patrimonio industriale olandese è il complesso di uffici Kraanspoor, progettato da OTH lungo una rampa dismessa per il sollevamento scafi nell’ex cantiere NDSM nel porto di Amsterdam. I quattro vani scala servono da ingresso all’edificio. La nuova struttura “galleggia” su esili colonne di acciaio tre metri sopra il livello della rampa e la sua facciata in vetro a doppia pelle provvede alla ventilazione naturale degli uffici e all’isolamento termico. Dal fiume Ij viene pompata l’acqua usata per il sistema di riscaldamento e raffrescamento. Il fondatore di OTH, Trude Hooykaas, sta progettando la conversione di altre strutture portuali dismesse, capannoni, scivoli, fabbriche e officine. “L’intero sito con il suo passato industriale navale emana un’intensa energia. L’obiettivo è quello di intrecciare il vecchio con il nuovo, conservare la storia e non perdere questa energia”.
Per Jan Jongert e Césare Peeren, fondatori di 2012Architecten, il progetto non è l’inizio di un processo lineare bensì “una fase di un ciclo continuo di creazione e ri-creazione”, di uso e riuso dei materiali, di flussi energetici, risorse umane, acqua, scarti dei cicli produttivi. Traendo ispirazione dall’uso creativo di materiale di scarto come avviene in situazioni estreme, instaurano una continuità con l’architettura self-help sviluppatasi negli USA negli anni Settanta, per esempio le Earthship narrate nel film “Garbage Warriors”. In una conferenza a Londra Jongert ha mostrato installazioni che contemplavano il riassemblaggio di parti di lavatrici per creare uno studio mobile e di parabrezza della Audi 100 utilizzati come scaffali.
Mentre l’architettura ecologica in Olanda si sta orientando verso il concetto di quartieri auto-sostenibili, edifici già completati come il World Wide Fund di Rau Architects a Zeist producono più energia di quanta ne usino.
Più recentemente, la Powerhouse Company e lo studio Rau hanno ideato ad Amsterdam vicino al fiume Amstel l’H2Otel, un concept per il primo albergo di lusso olandese senza emissione di anidride carbonica, presentato a “Why design Now?”, l’ultima Triennale nazionale di Design al Cooper-Hewitt Museum. Il progetto utilizza un sistema di schermature modulari per sistemi solari passivi, sensori per il controllo della temperatura e soluzioni per la gestione dell’acqua. Lo studio MVRDV è apprezzato in tutto il mondo per le originali soluzioni di progettazione urbana; il loro progetto Vertical Village esposto a “Why Design Now?” indaga varie alternative di unità abitative multiple su varie scale. Per il Didden Village, sopraelevazione di una vecchia casa a Rotterdam, gli architetti hanno creato un “mini-villaggio” sul tetto dell’edificio già abitato dalla famiglia Didden con camere e bagni posizionati in due volumi diversi connessi da cortili pensili. Il colore turchese firma il progetto.
Per un’istallazione temporanea a Taipei, Taiwan, edifici esistenti sono usati come “supporti” per ampliamenti di tipologie, materiali e forme diverse, creando strutture informali sui tetti di città congestionate come Taipei e Pechino. La nuova pubblicazione del National Architecture Institute, Architecture of Consequence, si focalizza sulla ricerca di soluzioni per i problemi sociali urgenti, ponendo grande enfasi sull’energia alternativa, nell’ambito di un programma che comprenda nuovi tipi di coesione sociale e territoriale per superare “il crescente divario socio-psicologico”, e i diversi tempi di utenza. Non è sufficiente parlare dell’aspetto esterno dell’architettura urbana olandese: i progetti che sono “l’eccellenza del ventunesimo secolo” sono quelli che promuovono un futuro alternativo credibile e conferiscono un ruolo centrale alla persona.

Lucy Bullivant

 
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