Per flessibilità, a proposito di una casa, s’intende di solito più un concetto che una realtà fisica. Ma in questa residenza progettata dallo studio dRMM nella campagna del Suffolk, la flessibilità, o versatilità, è una condizione letterale del progetto costruttivo. Il suo successo, rimarchevole, non riguarda forme nuove, poiché le linee-guida progettuali ponevano severe limitazioni di altezza (7.2 metri), larghezza (5.8 metri) e stile (quello della tradizionale architettura agricola locale). Qui, l’eccezionale flessibilità deriva dai materiali e dalla funzione: una serie di edifici tradizionali d’aspetto, ma tramutabili dalla posizione modificabile di una grande struttura esterna scorrevole. Le zone principali - la dépendance per gli ospiti, il garage, i servizi e gli spazi living - sono distribuite secondo una disposizione lineare di edifici rettilinei dal tetto spiovente a due falde, una forma risalente alle strutture alto-medioevali e romaniche. La matrice elementare della casa ha quindi profonde radici storiche. Persino la zona giorno, completamente vetrata, ad una delle estremità della struttura, mantiene il profilo della fattoria tradizionale. Qui, però, finisce la normalità. I materiali infatti variano nei tre volumi - legno con tonalità naturali o dipinto di nero, membrana in PVC di colore rosso e vetro. Infine il guscio scorrevole di 20 tonnellate che scivola sopra queste strutture, cambiando sia l’aspetto del piccolo complesso di edifici dall’esterno, sia la vista, la luce e l’atmosfera degli spazi interni. Tra la dépendance per gli ospiti e la casa principale, il garage posto fuori asse lascia uno spazio vuoto che funge sia da corte che da parcheggio. Quando l’involucro si sposta, l’edifico vetrato adibito a zona living viene coperto, completamente o a tratti, lasciando contemporaneamente aperta la corte o coprendola, come avviene con la terrazza/bagno all’aperto a livello della copertura che può essere richiusa o lasciata open air. L’uso dell’involucro è dettato dalla necessità dei residenti; la sua posizione può cambiare in qualunque momento del giorno, a seconda della quantità di sole o di calore desiderati, grazie al semplice tocco di un normale meccanismo telecomandato. Nelle giornate calde, il guscio può coprire completamente l’area living vetrata, lasciando la terrazza e la corte esposti alla luce del sole. Di sera può essere spostato di nuovo per chiudere gli spazi prima lasciati aperti e liberare parte del calore immagazzinato dalla casa vetrata. Nei mesi freddi le vetrate possono captare tutta la luce del sole invernale durante il giorno e trattenere il calore immagazzinato quando sono coperte di notte. E siccome finestre e lucernari sia nelle strutture fisse sia nell’involucro sono inserite in un sistema a griglia della misura di un metro, le stesse aperture possono essere allineate e intervallate, dando alla casa la possibilità di variare la prospettiva sul paesaggio. L’ispirazione per l’enorme elemento scorrevole è nata dal desiderio dell’architetto Alex de Rijke di “dare mobilità al progetto, in modo che la parte mobile potesse cambiare il carattere delle parti fisse”. Quindi ad essere radicale non era l’aspetto della casa, ma il modo in cui poteva cambiare prospettiva, trasparenza e chiusura. In armonia con le tradizioni rurali del luogo, de Rijke afferma che il rivestimento mobile trae ispirazione dai grandi portoni dei granai, dai pesanti macchinari agricoli e dagli antichi edifici granari olandesi, i quali presentavano sul tetto strutture mobili che, a seconda dell’entità del raccolto da immagazzinare, potevano essere abbassate o sollevate. L’involucro scorrevole è un’intelligente costruzione monoscocca. Un telaio in acciaio con struttura in legno, rivestito esternamente da uno schermo idrorepellente in larice e internamente da pannelli laminati, ospita i motori elettrici su un sistema a rotaia nello spessore delle pareti. La struttura, lunga 16 e alta 7 metri, si muove da un capo all’altro della lunghezza degli edifici, coprendo 28 metri in sei minuti; quando il guscio è parcheggiato i motori vengono caricati da normali batterie a 12 V. Relativamente semplici sono anche altri aspetti della costruzione. Il blocco che ospita le camere da letto e i servizi è ideato in base ad una costruzione modulare, come la dépendance e il garage, mentre la parte vetrata utilizza un sistema vetrato a curtain-wall. Tutti gli elementi, a parte le fondazioni, gli impianti interni ed i rivestimenti esterni, sono stati assemblati sul posto. Anche se un involucro mobile di 20 tonnellate può sembrare una stravaganza architettonica, la casa è stata pensata ponendo grande attenzione all’efficienza termica, dal momento che il tetto scorrevole cattura e immagazzina l’energia solare passiva. Per fornire energia alla struttura mobile si fa anche ricorso all’energia geotermica, a pannelli fotovoltaici e (se necessario) a una turbina eolica. La genialità di questo progetto non risiede nell’avere segnato la campagna inglese con uno strepitoso exploit virtuosistico, ma nell’avere realizzato, con questa architettura flessibile, un’impresa straordinaria con una parvenza di sobrietà e normalità. Phyllis Richardson











