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Negli anni Settanta Ugo La Pietra passeggiava per la città. La osservava, la respirava, la viveva. Oggi, come allora, continua questo suo instancabile girovagare alla ricerca di cambiamenti o di conferme, del vecchio e del nuovo, di strati che si sovrappongono l’un l’altro.
“La città è l’oggetto, l’uomo è il soggetto, l’artista è l’interprete”, scrive Marco Meneguzzo nella presentazione in catalogo. Opere di oggi, opere di ieri, si fronteggiano in una mostra che le raccoglie e apre un varco tra ciò che era, ciò che è, e ciò che sarà.
“Ciò che non è cambiato”, continua Meneguzzo, “è l’oggetto della propria indagine, che è quasi un’ossessione, per quanto ‘gentile’, e poiché il compito dell’artista è quello di ‘far vedere’, ecco che La Pietra fa vedere la trasformazione e la conservazione della città e del territorio, con i mezzi che conosce meglio – la pittura e la ceramica, oggi, la fotografia, il fotomontaggio, il video trenta/quarant’anni fa -, con i modi che reputa più efficaci per lo sguardo del pubblico, con le idee che intimamente lo muovono a tutto questo”.
E Ugo La Pietra gioca, divertito, a trasformare la realtà e sé stesso, lasciandosi condurre dal flusso vibrante della città.
A cura di Marco Meneguzzo
Dal 22 Marzo al 18 Aprile 2011
Spaziotemporaneo Via Solferino, 56 - 20121 Milano
Orari: dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30
Per informazioni: tel e fax 02 6598056
www.galleriaspaziotemporaneo.it











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