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Teatro dell’Accademia di Belle Arti

| Napoli | Italia |
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048-9 Il Teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, fondamentale punto di riferimento per lo studio delle arti nell’Italia meridionale sin dalla metà del XVIII secolo, è stato restituito alla città per attività di didattica, ricerca, produzione e spettacolo, dopo un attento e puntuale intervento di restauro affidato allo studio Alvisi Kirimoto + Partners.
Il progetto ha interessato gli spazi della scena e della platea, il foyer e le aree di passaggio e servizio per attori e spettatori, e la loro riorganizzazione funzionale.
Alle precise esigenze acustiche dettate dallo spazio teatrale, si è accompagnata una ricerca formale legata a colori e materiali, per un inserimento nel contesto architettonico rispettoso dell’edificio e al tempo stesso tecnologicamente avanzato.
L’intervento ha previsto la rimozione di strutture impropriamente aggiunte nel corso degli anni, la riapertura delle finestre esterne in corrispondenza dei moduli centrali, la ridefinizione estetica degli interni, il miglioramento delle prestazioni acustiche e visive della sala, l’adeguamento impiantistico e la riorganizzazione della zona di servizio al palco.
Per adeguarsi ai materiali e ai colori presenti all’interno della struttura (marmo di Carrara e bardiglio a pavimento, intonaci bianchi per le pareti, pietra grigia per i davanzali) i progettisti hanno scelto come elemento uniformante e caratterizzante il progetto il legno di rovere, decapato bianco e tinto di colore grigio scuro, utilizzato per la platea, i rivestimenti e il controsoffitto. Al grigio del legno si contrappone il bianco dell’involucro murario e delle sedute in pelle della platea (fornite da Poltrona Frau), che riprende la bicromia presente in tutti gli interni dell’Accademia.
Dal disegno delle grandi finestre deriva la matrice geometrica alla base dei pannelli acustici sospesi a soffitto, concepiti come foglie in legno grigio il cui andamento asseconda la curva acustica. Sulla parete di fondo altri pannelli, anch’essi in rovere grigio scuro, riprendono il controsoffitto sospeso. Inclinati rispetto alla parete di circa 3°, questi pannelli si distaccano gradualmente con andamento crescente verso il centro, secondo una configurazione che favorisce la rifrazione del suono verso le persone sedute in fondo alla sala. L’attenzione all’acustica è stata affiancata da un miglioramento della visibilità del palco dalla platea: la pedana e il pavimento preesistenti sono stati rimossi e sostituiti da un unico impalcato di platea, mentre le sedute, posizionate sui gradoni in file sfalsate, consentono agli spettatori di godere da ogni posizione di una vista ottimale.

 
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