A Los Angeles l’architettura si mostra al mondo esterno come un flusso, e allo stesso tempo si ritrae in se stessa come risposta al bisogno umano di privacy, di calma e di protezione. In questo campo, complesso e diffuso, l’Architettura può essere vista come un accumulo induttivo o una raccolta di componenti diverse, e tuttavia definirsi decisamente in modo da configurare se stessa come oggetto ideale - in sostanza si può vedere l’Architettura come icona specifica. Sono queste alcune delle dicotomie che raccontano l’attività intelligente ed elegante di Michael Maltzan, architetto con sede a Los Angeles. I suoi edifici si relazionano con il mondo esterno e contemporaneamente evocano paesaggi o microcosmi interiori. Attraverso la scenografia e la stesura testuale, due tipici strumenti dell’industria hollywoodiana, la casa Pittman Dowell dimostra questo gioco, o intreccio, di dualità in un contesto unico. Su un pendio esposto a mezzogiorno di La Crescenta, a nord di Los Angeles, Lari Pittman e Roy Dowell, entrambi pittori, vivono da diversi anni nella casa Serulnic, realizzata dal grande Richard Neutra nella metà del secolo scorso. Con il suo tetto piano, i suoi montanti d’argento e le sue finestre di vetro scorrevole, un padiglione domestico contrassegnato da leggerezza e trasparenza.
La nuova casa di Pittman e Dowell si trova nella parte bassa della vasta tenuta collinare. Può essere osservata dal basso, dai prati suburbani di La Crescenta, come un monolite bianco, aperto verso sud su un promontorio. Dal terrazzamento della casa di Neutra, una cengia erbosa segnata da un grande Pino Marittimo, la nuova casa si presenta opaca e non rettilinea. La copertura è un quinto prospetto, un disco poligonale costituito da una superficie di lastre grigie che finisce nei parapetti bianchi dei muri perimetrali, interrotta da due sottili cavità triangolari. Da uno dei lati, la tettoia di un’autorimessa si stacca quasi fluttuando dal muro di contenimento come la strombatura di un quadrato suprematista.
Osservato da vicino, ognuno dei sette muri esterni del nuovo padiglione è unico in se stesso: un rettangolo completamente opaco; il terrazzamento protettivo; una finestra a nastro (un piccolo omaggio allo International Style); un muro interrotto da una porta oblunga a specchio; una finestra a vasistas senza telaio che guarda all’indietro verso la casa Serulnic; una finestra/lucernario con una curiosa incurvatura al livello del parapetto; e la facciata d’ingresso, con una porta di vetro più larga e un’apertura ellittica più piccola. Le superfici esterne sono leggermente ruvide, mentre le pareti della corte interna sono lisce al tocco.
Si tratta di un disegno in cui si sente l’amore per l’invenzione e il gioco geometrico. L’interno pieno di luce appare molto più grande di quanto ci si aspettasse. È un singolo spazio contiguo che fluisce e s’incurva e fugge verso una parte in modo che lo spazio interno privato diventi una sorta di giocoso circuito domestico. Le zone specifiche sono disposte intorno a un patio leggermente elevato e da esse si scorgono determinati scorci del mondo esterno. Il patio occupa le cavità, visibili dall’alto, che si aprono sul tetto; il suo pavimento leggermente elevato consente una vista migliore da una parte all’altra dell’area giorno, e d’altro canto consente alla parte notte di conservare un senso di intimità.
I New Carver Apartments sono caratterizzati da un contesto molto diverso, da un programma molto diverso e da un budget molto diverso. Concepita per provvedere semplici alloggi per persone senza tetto a Downtown Los Angeles, anche questa nuova struttura mostra tuttavia la manipolazione dello spazio tipica di Maltzan. L’abilità con cui gioca con le forme aperte e chiuse crea un tutt’uno leggibile, sintonizzato con la realtà cinetica dell’adiacente superstrada sopraelevata. Come il padiglione Pittman Dowell, anche i New Carver Apartments gravitano intorno a un patio. Qui il pavimento del patio sporge in alto come un teatro all’aperto raggiungibile con gradini. Il volume si eleva fino a un’altezza di sei piani, dominati da passerelle e avvolti da appartamenti cellulari a raggiera.
Ogni appartamento monolocale è un alloggio su misura anche se essenziale, un esempio di existenz minimum contemporaneo legato dagi spazi comuni spettacolari. Questo cortile verticale è al riparo dal rumore, dal sole e da sgradite interferenze sociali. Al piano, gli appartamenti ruotano intorno alla rotonda centrale, rivolgendosi verso l’esterno, come avviene per molti organismi naturali che vengono attirati dalla luce del sole. All’interno la rotonda è drappeggiata da tubi a nastro che suggeriscono un vortice virtuale che sale verso il cielo. Gli appartamenti hanno regolari finestre rettilinee rivolte verso l’esterno. Solo le stanze speciali, come per esempio le aree ricreative al livello della superstrada, hanno aperture più grandi che le collegano con la città fornendone una visione panoramica.
Se altri due progetti di Maltzan completati di recente - la grande casa a Leona Drive e il bucolico Playa Vista Park - utilizzano le differenze di livello per creare topografie sorprendentemente complesse, la casa Pittman Dowell e i New Carver Apartments manipolano i loro piani per creare movimento e incoraggiare l’esplorazione dei rispettivi mondi. Che sia progettata per due persone o per duecento, questa strategia consente un’economia interna e suscita sorpresa e una certa energia che da essa deriva. La complessità del piano è alquanto mascherata dalla riservatezza dell’espressione esterna; tuttavia ogni volume, come un guscio, con le sue molte sfaccettature, conferisce al suo progetto una distinta presenza nel contesto.
Entrambi i gusci sono di un bianco quasi uniforme all’interno e all’esterno. Occasionalmente viene introdotto con effetti drammatici un colore deciso, come il vibrante giallo usato per le nicchie esterne e per tutti gli spazi comuni nei New Carver Apartments. Maltzan usa anche la luce, filtrandola attraverso le strutture a reti metalliche che circondano il patio nei New Carver o facendola passare, come in filigrana, attraverso la porosa maglia bianca del belvedere della casa Pittman Dowell. Inoltre le visioni panoramiche possono essere accompagnate da coreografie o messe in scena, come avviene con la curiosa finestra ovale della Pittman Dowell, un’erosione cilindrica che penetra nel padiglione a connettere - quasi anamorficamente - il bagno con le sue piastrelle blu al grande Pino Marittimo soprastante.
L’opera di Maltzan riguarda l’abitare di questo nostro spesso caotico mondo, un abitare che non è mai statico o sedentario, ma cinetico. Anche quando i suoi fabbricati sono monolitici e hanno una particolare foggia di natura scultorea, presentano normalmente aspetti, momenti o episodi multiformi, così da non essere mai anonimi. A prescindere dal budget di cui dispone, Maltzan introduce vettori diagonali (una rampa, una tettoia, un muro inclinato, strutture lineari di luce) che sollecitano l’utente o il visitatore ad andare oltre. La sua architettura facilita l’esperienza umana a cittadini di Los Angeles appartenenti a contesti socio-economici alquanto diversi. In tal modo le sue opere, sempre eleganti, hanno sorprendenti implicazioni politiche.
Nei primi tempi del modernismo, Adolf Loos differenziava la facciata pubblica o civile dalla vita familiare privata retrostante. Un secolo fa a Vienna, facciate come queste venivano probabilmente osservate camminando o passando con il tram. Gli esponenti dell’High Modernism come Neutra - che costituisce la connessione tra Vienna e Los Angeles - hanno dissimulato questo rapporto, universalizzando il fluire dello spazio fra l’interno e l’esterno con inclusione dell’automobile. In questi due incarichi fra loro radicalmente diversi, Michael Maltzan realizza una sintesi che assicura rifugio, ma anche molte possibilità di interazione visiva con il sempre mutevole mondo esterno. Il pubblico e il privato si modulano reciprocamente.
Raymund Ryan



