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Quantitative Density

| Urban Development |


47_2 Fondare il PGT sull’applicazione del concetto di sostenibilità e sulla qualità dei “vuoti urbani”, nella prospettiva di proporre certezza e garanzia per i cittadini, implica l’attivazione di una “politica dei pieni”, in grado di produrre risorse necessarie per il conseguimento effettivo dell’alto livello qualitativo atteso. Densificare non comporta un aumento generico ed indistinto nella volumetria urbana, secondo pratiche tipiche dei tradizionali piani regolatori che ridistribuivano in modo astratto le densità, bensì significa compattare il tessuto, assestando in particolare le porzioni urbane più fragili, oppure consolidare ed irrobustire i nodi più serviti ed infrastrutturati della rete urbana, gli epicentri. Densificare, nella definizione strategica del nuovo PGT di Milano, significa dare forma e concretezza ad una chiara visione di progetto. Densificare assume il compito di valorizzare le aree “porose” della città costruita, promuovendo la crescita della città all’interno della città, con l’effetto di incentivare nuovi modi di vivere ed abitare in uno sfondo urbano a costante trasformazione, nella direzione di un adeguamento alle opportunità offerte dal mondo contemporaneo. Densificare, infine, per favorire la costruzione della città multicentrica, in alternativa allo sviluppo esclusivamente “radiale”, che ha finora segnato in modo devastante la relazione centro-periferia nella dotazione di servizi di Milano. Attualmente a Milano la domanda di suoli per il fabbisogno edificatorio, nonostante una dinamica demografica pressoché stabile, è crescente per rispondere ad un’esigenza di riqualificazione e di ammodernamento complessivi. I cittadini chiedono nuove case, servizi, attrezzature collettive e verde pubblico. Gli operatori economici chiedono aree per le loro attività. I fabbisogni sono reali, le richieste sono legittime e, in particolare, la domanda di residenza sociale non ammette rinvii. La discriminante principale per definire la sostenibilità sin dalla scala urbanistica è l’assunto che impone di non consumare green field, mentre le operazioni edificatorie riguardanti nuove parti di città vanno indirizzate sul brown field, ossia le aree insalubri, gli scali ferroviari in disuso, le aree industriali dismesse o in procinto di esser abbandonate. La disponibilità per la città di aree considerate chiuse e inaccessibili, quali scali ferroviari, discariche, aree industriali non attive, contribuisce ad incrementare la quantità di spazio aperto e, di conseguenza, a diminuire il consumo di suolo complessivo. Il nuovo PGT, perciò, adotta tre linee strategiche complementari di densificazione. Il primo indirizzo strategico riguarda le aree considerate “motore propulsivo della trasformazione urbana” negli epicentri, cioè gli Ambiti di Trasformazione Urbana (ATU). La seconda direzione attiene lo sviluppo e la trasformazione del Tessuto Urbano Consolidato (TUC). La terza linea strategica affronta il tema degli incentivi: in via prioritaria, in relazione ai servizi che non costituiscono volumetria onerosa e in riferimento all’incentivazione del recupero edilizio in chiave energetica.

 
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