Il MAS, nuovo Museo della Città di Anversa, è situato nel quartiere di Eilandje, antica area portuale lungo la Schelda a nord del centro storico. Qui un tempo sorgeva la sede della Lega Anseatica, distrutta da un rogo nel 1893. La crescita dei porti a nord della città ha causato il progressivo declino di quest’area, sottoposta negli ultimi anni a un ampio progetto di riqualificazione urbana. Istituzioni culturali come il Royal Ballet of Flanders, l’Archivio della città e il futuro Red Star Line Museum, museo dell’emigrazione, si sono insediate qui. Sono sorti nuovi edifici residenziali firmati da architetti quali Hans Kolhoff, Diener & Diener, David Chipperfield e Gigon Guyer.
Lo studio Neutelings Riedijk si è aggiudicato il concorso internazionale con un’architettura attenta al contesto, che ha però fatto del museo un nuovo landmark urbano. Concepito come una torre di 60 metri formata da dieci imponenti blocchi in pietra arenaria rossa sovrapposti e intervallati da facciate continue in vetro, il MAS simboleggia lo stratificarsi della storia, che crea un legame tra presente e passato. Un rivestimento con ornamenti metallici a forma di mano, simbolo della città, alleggerisce la compattezza del volume. La pietra rossa indiana di quattro tonalità cromatiche riveste, oltre alla facciata, i muri interni, i pavimenti e i controsoffitti.
La struttura è formata da un nucleo centrale di 12 metri per lato da cui si distaccano travi sospese in acciaio che, controbilanciandosi, la mantengono in equilibrio e sostengono i tamponamenti esterni. I solai prefabbricati sono in calcestruzzo armato a cassettoni. Ogni blocco ruota di 90° per cui, salendo le scale mobili, si procede a spirale attraverso la storia e le prospettive sulla città. Il piano terra ospita la hall d’ingresso, la caffetteria, il magazzino e i garage, il piano sopraelevato un workshop per bambini, mentre dal secondo all’ottavo piano sale multifunzionali flessibili formano un’unica galleria verticale. L’area museale ripropone a ogni livello lo stesso layout: quattro sale piccole, una media e una grande sala buia per proiezioni; al centro i servizi. Al nono piano una terrazza con vista sulla Schelda, un ristorante completamente vetrato e una sala per ricevimenti. Alla base della torre, circondata da padiglioni e terrazze, si apre la piazza, realizzata con la stessa pietra della facciata; al centro, lievemente incavato, un mosaico di Luc Tuymans.
La galleria verticale e le sale museali formano due zone climaticamente distinte, ma interconnesse: le sale con 22° C e il 55% di umidità e la galleria con una temperatura variante tra i 12° C e i 30°C si scambiano l’energia in eccesso e in difetto per raffrescare o riscaldare gli ambienti in base alle stagioni e al fabbisogno. La galleria inoltre funziona da cuscinetto di energia grazie alla massa inerziale della pietra. Le differenze di temperatura tra i lati nord e sud sono compensate da un sistema di circolazione dell’acqua a pavimento; la temperatura della ventilazione interna è garantita da uno scambiatore di calore che utilizza le acque del canale.








