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Home State of the Art 002 Uffici Direzionali di Fieramilano

| 5+1 AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo |

Uffici Direzionali di Fieramilano

| Milano | Italia |
| Architettura |


archi1
Uffici direzionali di FieraMilano a Rho sono il contenuto funzionale dell’edificio progettato dallo studio 5+1 AA Alfonso Femìa Gianluca Peluffo, con la collaborazione di Jean-Baptiste Pietri Architectes. Il progetto è vincitore del concorso che dettava principi ed esigenze di contemporaneità nel linguaggio e rappresentatività architettonica, innovazione e sostenibilità, nell’immagine di qualità internazionale che distingue la Fiera milanese. I tempi di realizzazione fra procedure concorsuali, progetto esecutivo e costruzione sono stati molto contenuti: il concorso è bandito alla fine del 2007 e nell’estate 2010 si concludono i lavori, durati 16 mesi, grazie anche all’oculata gestione del cantiere e all’utilizzo di tecnologie costruttive a secco, quali le strutture in acciaio e i sistemi di facciata, entrambi realizzati da Stahlbau Pichler.
La scelta progettuale si indirizza ad un’architettura che articola un volume riconducibile ad uno snello parallelepipedo che si pone come una lama, uno schermo mutevole nei prospetti ad accompagnare in diretta prossimità la trama dell’ingresso est alle strutture fieristiche. Nonostante l’altezza dell’edificio, 48 m per 13 piani, le percezioni prevalenti sono di snellezza e di orizzontalità, su una lunghezza di 132 m ed una profondità di 16 m, dati che conducono ad una definizione sostanziale di eleganza formale. La molteplicità di trattamento nei prospetti propone distinti gradi di opacità e di trasparenza, differenziando percezione e materia dell’edificio. Il prospetto a est si suddivide in due campi: da un lato la facciata vetrata continua in lastre a sviluppo verticale, con doppio involucro che incorpora brise-soleil in vetro dorato sull’esterno, a creare una percezione in filigrana; dall’altro il sistema di facciata ad involucro singolo, con sviluppo a lastre orizzontali a coloritura dorata.
Sul versante a ovest, la facciata ventilata è in prevalenza cieca, in corrispondenza planimetrica a corpi scale accessori e servizi; il rivestimento esterno a pannelli in fibrocemento, colorati in pasta su tonalità bronzo-oro, è interrotto dalla sporadica presenza di lastre vetrate dorate e dall’inserzione di un taglio verticale vetrato asimmetrico. L’intreccio dei diversi sistemi di facciata configura le testate laterali.
Un netto taglio orizzontale caratterizza il volume a mezza altezza: la percezione dei prospetti est e ovest è resa otticamente più complessa. La colorazione rossa di murature e colonne in questo spazio aperto contrasta con la prevalenza dorata delle facciate, arricchendole di un gioco cromatico oltre che volumetrico.
L’edificio, a funzione unitaria, si scinde in due elementi distinti, coniugati dal nodo centrale del foyer a tutt’altezza, una cerniera fisica che accoglie l’ingresso sul basamento rialzato dell’edificio e i corpi scale di imponenti proporzioni, che coadiuvano la struttura portante a pilastri e travi in acciaio e solai in calcestruzzo a contrastare le spinte orizzontali del vento e di eventuali sismi. Al coronamento, la copertura ospita il giardino pensile e la pista per l’eliporto, parzialmente aggettante.

Francesco Pagliari