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| Sauerbruch Hutton |

KfW Westarkade

| Francoforte sul Meno | Germania |
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045_KfW Il confronto con il tema della sostenibilità rappresenta l’aspetto cruciale del lavoro di Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton. Uno stesso filo conduttore parte dalla sede per la GSW realizzata a Berlino (1999), porta agli uffici del dipartimento federale per l’ambiente a Dessau (2005), e si lega infine al loro progetto più recente, la Westarkade della Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW) a Francoforte sul Meno. Con la Westarkade la coppia anglotedesca con residenza a Berlino completa l’insieme eterogeneo della sede centrale del gruppo bancario statale, realizzando un edificio che va a sostituire una precedente costruzione. La sua forma espressiva e la struttura colorata della facciata, elemento distintivo di Sauerbruch Hutton, caratterizzano il nuovo edificio quale landmark ai margini del Palmengarten di Francoforte. Era tra gli obiettivi progettuali della KfW la realizzazione di una struttura ad alta efficienza energetica, il cui consumo non superasse i 100KWh/m2/a, traguardo raggiungibile solo attraverso la combinazione di differenti accorgimenti per uno sfruttamento e risparmio dell’energia effettivi. In stretta collaborazione con la Transsolar di Stoccarda Sauerbruch Hutton hanno sviluppato e portato a compimento per la prima volta il concetto di una “facciata pressurizzata ad anello”. Per il basamento dell’edificio e gli spazi polifunzionali è stata realizzata una facciata doppia convenzionale, mentre la parte a sviluppo verticale ha una facciata doppia attiva. L’orientamento dell’edificio è stato determinato dalla direzione dominante dei venti a Francoforte. Una soluzione che convince anche sotto il profilo urbanistico: inclinato rispetto alla trafficatissima Zeppelinallee, il corpo di fabbrica sfrutta la profondità del lotto e, grazie alla sua forma insolita, diviene un elemento di mediazione all’interno dell’eterogeneo contesto architettonico. Il funzionamento della “facciata pressurizzata ad anello” si basa su bocchette di ventilazione comandate poste sull’involucro esterno della facciata, che lasciano entrare all’interno dell’intercapedine una corrente d’aria lenta e uniforme. Questo sistema pone l’edificio al riparo dalle forti correnti cui sono solitamente sottoposte tutte le realizzazioni a sviluppo verticale. In relazione all’andamento momentaneo dei venti la posizione delle bocchette di ventilazione può essere variata all’incirca ogni 15 minuti con passi di 15 gradi fino a raggiungere un’inclinazione massima di 90 gradi. Presupposto per l’orientamento delle bocchette sono le informazioni meteorologiche dell’aeroporto di Francoforte. L’involucro climatico uniforme che ne deriva rende possibile la ventilazione completamente naturale degli uffici durante la primavera e l’autunno. Il sistema energetico viene integrato attraverso l’apporto di aria preraffrescata in estate e preriscaldata in inverno. A questo scopo si utilizza tra l’altro il calore di scarico prodotto dalla centrale informatica, ma anche il circuito termico di teleriscaldamento del quartiere. Durante la stagione invernale i dipendenti stessi possono aprire le finestre degli uffici. Questo innesca automaticamente un sistema di controllo del consumo energetico integrato: infatti, quando le finestre vengono aperte, i sensori provvedono ad arrestare automaticamente l’impianto di riscaldamento, così da non sprecare calore. In questo modo si minimizzano gli effetti derivanti dai comportamenti errati dell’utenza, decisivi sul rendimento di ogni ottimizzazione energetica di un edificio. Obiettivo nella Westarkade della KfW è il raggiungimento di un’atmosfera efficiente sotto il profilo energetico e al tempo stesso confortevole per i circa 700 fruitori. Un sistema di monitoraggio terrà sotto controllo e analizzerà l’efficienza energetica del progetto. La Westarkade costituisce anche sotto l’aspetto estetico un esempio basilare di progettazione urbana sostenibile. Il corpo vetrato ricorda una vela convessa, che termina in due spigoli pronunciati ed evoca per associazione il progetto di una casa a torre sulla Friedrichstrasse a Berlino che Mies van der Rohe realizzò nel 1921. L’impatto dell’edificio all’esterno è accentuato da sottili lastre in vetro colorato applicate ai lati corti degli elementi ad L che si sovrappongono sulla facciata esterna. Ne risulta una struttura di facciata mossa, nella quale dominano ad est i toni del blu, che in questo modo fanno da mediazione con gli edifici confinanti. Per contro, nel prospetto su strada dominano le tonalità rosse, che procedendo verso nord virano progressivamente al verde instaurando una relazione cromatica con il vicino Palmengarten. Quando le bocchette di ventilazione colorate sulla facciata esterna sono aperte, saltano agli occhi come piccoli pixel privi di colore, ravvivando ulteriormente la facciata, conferendole eleganza, allegria e, già da lontano, un aspetto piacevolmente naturale. Nell’area di ingresso lungo la Zeppellinallee, il basamento è stato leggermente arretrato per ottenere una copertura naturale dall’aggetto soprastante. Gli accenti colorati della facciata così come il suo slancio organico si ripresentano anche all’interno conferendo alla Westarkade un’identità inconfondibile. I livelli del basamento sono occupati da spaziosi foyer e ampi spazi polifunzionali, orientati verso la corte interna dell’intero complesso o verso il Palmengarten. Ai piani superiori si sviluppano gli uffici, distribuiti attorno a due aree confinanti dalla forma triangolare con spigoli arrotondati. Nei blocchi distributivi centrali sono stati ubicati anche piccoli ambienti cucina. Le finestre in fondo ai corridoi provvedono all’illuminazione naturale ed offrono visuali sullo skyline di Francoforte. Anche le porte vetrate a tutt’altezza contribuiscono all’illuminazione naturale dei corridoi. Per le postazioni di lavoro Sauerbruch Hutton in collaborazione con Zumtobel hanno sviluppato la “Frankfurt Lamp”, dal corpo in alluminio, realizzata in due diverse dimensioni. Questa lampada ha il potenziale per essere prodotta in serie, così come il concept sostenibile della “facciata ad anello pressurizzato”, che Transsolar sta già progettando di sperimentare su un altro edificio a sviluppo verticale. Jürgen Tietz

 
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