Affermare un forte legame con la natura, concepire una relazione fra gli spazi abitativi che coniughi sensazioni emozionali e linee geometriche di impatto evidente: la residenza nella foresta che copre il rilievo montuoso dei Laurentides, zona turistica, per gli sport e per il tempo libero d’ogni stagione a nord di Montréal, assembla obiettivi di notevole caratura. Il progetto dello studio d’architettura “yh2” (Marie-Claude Hamelin, Loukas Yiacouvakis) individua nel radicamento al suolo, seguendo il lieve dislivello del terreno, un fattore progettuale che consente una distinzione volumetrica, e nello sviluppo lineare dell’edificio un primo luogo di correlazione con la natura circostante. La residenza si articola in tre elementi principali, zone definite dalle funzioni. L’ambiente d’ingresso a due livelli ospita anche le stanze per i figli. La zona soggiorno centrale, baricentro dell’abitazione, unisce lo spazio interno e la terrazza esterna, ricavata nella sagoma della costruzione, con la medesima finitura di pavimenti in legno dai toni bruniti, mentre la sola membrana trasparente di una parete vetrata viene a separare in modo quasi impercettibile le diverse condizioni d’utilizzazione: l’ambiente interno con l’elegante camino a forma ellittica, la terrazza coperta che rende agevole immergersi nella natura, con la foresta che s’infoltisce immediatamente al di là della residenza. Nella linearità planimetrica, la zona per i genitori costituisce il terzo elemento volumetrico, riservato ed aperto nello stesso tempo, con pareti vetrate a tutt’altezza che si aprono sulla radura: l’interno accoglie materie e riferimenti cromatici di forte segno, soffitti intonacati, pavimento in assi di legno, una sezione di parete colorata in toni aranciati, la parete laterale a nord-est definita nei toni ruggine delle lastre di rivestimento. La residenza si inserisce nella foresta come una linea di mediazione fra suolo, vegetazione, cielo. I parametri del contesto naturale, i confini reali e percettivi dello spazio abitativo delineano la ricchezza formale dell’edificio, il suo essere bifronte e molteplice. Sul versante nord-est, il progetto allinea una lunga parete in lastre di acciaio Cor-Ten, una sorta di rostro metallico nel tipico color ruggine che fende in obliquo lo spazio, unifica i volumi articolati della residenza, incorniciando il vuoto della terrazza coperta, e conclude l’edificio con una zona protetta di transizione esterno-interno in corrispondenza della stanza da letto padronale. Al lato opposto, l’abitazione muta sensibilmente aspetto: appaiono evidenti i tre corpi a parallelepipedo, che si radicano al suolo seguendo l’andamento altimetrico del terreno a leggero pendio. I tre corpi sono collegati l’uno con l’altro da volumi, d’altezza inferiore, a pareti vetrate, che consentono un’efficace connessione luminosa e nello stesso tempo permettono di distinguere le zone funzionali dell’edificio. Il rivestimento ad assicelle in legno colorato nero rende evidente il susseguirsi degli elementi della costruzione, ne sottolinea la duplice consistenza, fra artificialità e richiamo alla natura, e propone quella géométrie noire che sintetizza la residenza. Francesco Pagliari
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