Addossata con leggerezza sul fianco di una collina di Linz, sorge la villa disegnata dallo studio austriaco Najjar & Najjar, che esalta la tecnologia e i materiali al contempo celebra luminosità e spazio. Il progetto contiene elementi tradizionali del modernismo, tra cui le pure superfici di vetro e travertino, gli interni a pianta libera nonché l’impiego di pochi materiali accuratamente selezionati, in questo caso alluminio, pietra e vetro che, accanto alla loro valenza funzionale, esprimono una forte presenza estetica. Si assiste ad uno scenario di vivacità e quiete, movimento e stasi in questa residenza che eleva i principi del modernismo ad un inedito grado di realizzazione. Noti per le sperimentazioni di architettura cinetica e il futuristico design nautico, i suoi architetti negano di aver seguito temi o modelli specifici nel concepimento di questo progetto. La meccanica fondamentale di questa casa di 420 mq nasce esclusivamente da un processo logico di ordine e sviluppo. Con uno spostamento dal declivio della collina si è ricavato un piano seminterrato; base e pareti di calcestruzzo offrono sostegno ad un’ardita struttura in acciaio circondata da pareti vetrate e rivestita in pannelli di alluminio. La solidità del fianco collinare e la base della casa sono poste in risalto grazie all’impiego della pietra, alle sezioni incave e ad una serie di vasche, quella riflettente all’ingresso e la piscina di pura forma rettilinea sul retro. Il fronte d’ingresso della casa, posto sull’angolo nord-ovest, poggia sulla superficie piana della collina e si presenta con una solida facciata di pietra calcarea; il seminterrato invece, che offre comunque un’ampia vista sul panorama medievale e moderno di Linz, è chiuso da una facciata vetrata continua con alcune parti completamente apribili. Superato il seminterrato, la struttura sembra improvvisamente prendere il volo con il fronte vetrato a sud-est e le forme affilate della copertura, che suggeriscono il profilo e il movimento di un immenso uccello o di un velivolo aerodinamico. Tale effetto è raggiunto nonostante la doppia copertura estremamente ampia e complessa, la cui struttura in aggetto raggiunge nel suo punto estremo una profondità di 9 metri, nonché della fascia di finestre della sezione superiore, altro elemento da manuale del modernismo. Tuttavia, la fascia vetrata che separa e rende invisibile la struttura sotto la copertura contribuisce al progetto molto di più che per la semplice immissione di tenue luce naturale: essa apre un vuoto nelle solide pareti e d’incanto fa apparire leggera come un cappello sospeso in aria quella che in realtà è una pesante copertura. Un esempio riuscito di effetti ottici per dare luminosità e leggerezza ad ampie strutture compatte. Gli architetti hanno fortunatamente ricevuto l’incarico da una giovane coppia, con bambini, che ha abbracciato il loro inconsueto spirito di avventura, accogliendo le loro proposte ambiziose con passione assoluta. Il loro entusiasmo ricorda i personaggi di Fritz e Greta Tugendhat, la giovane coppia che nel 1929 aveva concesso a Mies van der Rohe la libertà di creare l’audace struttura di Brno, divenuta uno degli edifici più famosi del Modernismo. Costruita secondo principi analoghi, questa residenza rende omaggio a quell’opera illustre per poi sviluppare un proprio ritmo originale. La mensola di copertura che avanza con spettacolare eleganza e avvolge chiudendolo il piano superiore della casa, forma in tal modo anche la copertura del volume a pianterreno, lasciando ovunque prevalere la trasparenza. La casa, ricca di suggestioni poetiche, obbedisce ad una logica rigorosa, non solo nella scelta dei materiali ma anche nella disposizione degli spazi caratterizzati, seppure con variazioni parziali o totali ai vari livelli, da uno schema principalmente a pianta libera. Il piano all’ingresso comprende un soggiorno centrale e la scala che conduce al piano superiore con una galleria aperta e le camere, che sono distintamente delimitate. Al livello inferiore si estende il giardino pensile con la cucina/sala da pranzo che si affaccia sulla terrazza pavimentata in doghe di noce e confluisce fluidamente nel paesaggio esterno. Alcuni gradini più in basso si colloca l’area living, circondata da vetrate, che chiude una vasta terrazza con piscina. Queste stanze godono di una veduta ininterrotta verso sud-ovest, da cui irrompe la luce naturale che in inverno riscalda l’ambiente interno. (In inverno questa parte della casa è convenientemente esposta al sole, mentre in estate, con il cambiamento della posizione solare, rimane in ombra.) Nel seminterrato trovano spazio garage e spa, esattamente al disotto dell’ingresso, mentre alcuni gradini conducono al livello dove sono distribuiti studio, area creativa e stanza degli ospiti. Il ricorso a vari livelli separa gli ambienti senza interrompere gli spazi e consente alle principali aree comuni di rimanere aperte, pervase di luce e dinamicità. Scelto per la sua durevolezza e la sua caratteristica riflettente, l’alluminio che riveste la copertura provoca un effetto dissonante ma che si armonizza con il travertino e la pietra oltre che con il vetro e le vasche d’acqua. Nonostante l’elegante luminosità dell’alluminio, una nuda struttura di ampie superfici piane non appaga gli architetti, che disegnano così una copertura traforata con brise-soleil, sull’ingresso e la terrazza, che a loro volta riflettono lo schema dei pannelli di travertino e insieme consentono alla luce solare di aprire uno squarcio nella massa. Intenzionale o no, la lieve ondulazione della copertura e le delicate sezioni reticolari suggeriscono l’immagine di un grazioso scheletro alare.Phyllis Richardson








