Quale identità dare a un edificio, chiamato ad assumere il ruolo di nuovo polo digital-tecnologico all’interno di un moderno distretto scientifico e tecnologico? Il Media-TIC progettato da Cloud 9, nell’emergente quartiere 22@Barcelona, non può essere visto esclusivamente come una dichiarazione estetica, in quanto la sua struttura è partea attiva del controllo climatico. Grazie ad una serie di sensori e a una tecnologia digitale, a seconda dell’irraggiamento solare fa reagire una superficie in ETFE (EtileneTetrafluoroEtilene), un’interfaccia dinamica e a risparmio energetico, che si presenta come un mosaico di cuscinetti bianco-latte applicati sulle facciate da 40x40 m, in due diverse soluzioni. Una facciata presenta un singolo livello di pannelli imbottiti a sviluppo verticale contenenti azoto e olio per filtrare le radiazioni solari, mentre il prospetto su Carrer Sancho de Ávila, è caratterizzato da uno sviluppo tridimensionale di pannelli prismatici ugualmente imbottiti gonfiabili trattenuti da una rete che riveste la struttura e riflette la luce del sole. Le tre camere d’aria all’interno di ogni cuscinetto funzionano come un diaframma che in base ai sensori calcola il calore e l’angolatura solare per regolare la schermatura e l’isolamento termico. Il programma ecologico avanzato di Cloud 9 si riflette in ogni singolo aspetto di questo edificio a due facce. La leggera struttura in acciaio, per l’80% sospesa, è stata progettata in collaborazione con gli ingegneri strutturali della Boma e realizzata con macchine CNC. Rivestita da una vernice aerochimica di colore verde pallido, acquista di notte una bio-luminosità che non rende necessaria un’ulteriore illuminazione esterna, soprattutto per quanto attiene la facciata principale prospiciente Carrer Roc Boronat. È grazie a questi cuscinetti che emergono dalla struttura, lineare e leggera, come atomi aggregati a simulare una rete di comunicazione, che Media-TIC ha vinto l’European Award per strutture in acciaio. All’interno, gli spazi ampi e luminosi hanno diverse configurazioni. Al piano terra un’ampia hall libera da pilastri e uno spazio espositivo adiacente ad un patio a U. Un tetto verde praticabile, quattro piani dedicati a istituzioni e società attive nel campo dell’informazione e della comunicazione tecnologica (ICT) e tre piani con piccoli spazi per nuove attività imprenditoriali trovano collocazione sopra la hall da 300 posti a sedere. Al primo piano troveranno spazio istituti interdisciplinari e un eLearn Center. Nel seminterrato un parcheggio a due livelli. Altri edifici hanno utilizzato pannelli ETFE, ma il Media-TIC si differenzia per il suo sistema intelligente, distribuito su 300 sensori, di cui 104 connessi alla facciata per permettere ai cuscinetti ETFE di attivare la configurazione a diaframma o a effetto nebbia, adattando l’edificio ai cambiamenti luminosi risparmiando energia. La presenza di sensori all’interno e all’esterno (connessi all’illuminazione) porterà ad un risparmio energetico del 20%: la regolazione dipende proprio da questi sensori e non da un cervello centralizzato che impartisce istruzioni. Dal momento che Media-TIC è un luogo di lavoro con accesso pubblico, le sue capacità di adattamento saranno valutate da un ampio numero di persone. Come simbolo ‘performativo’ di autosufficienza energetica del 21° secolo, questo hub è stato avviato in un momento in cui gli edifici possono raggiungere globalmente il LEED Platinum, nonostante un design spesso non innovativo nè distintivo. Se da un lato vengono largamente adottati i principi di sviluppo sostenibile che utilizza tecniche passive e tecnologie a basso impatto ambientale, dall’altro diversi architetti ricorrono sempre più alla tecnologia CNC per creare strutture. Il Media-TIC concilia il meglio delle due concezioni in una architettura elegante e con un sistema a intelligenza distribuita. Il fondatore di Cloud 9 Enric Ruiz-Geli, il cui impegno ecologico applicato all’architettura è stato influenzato dai valori sostenibili promossi da Jeremy Rifkin, economista americano autore di “Biosphere Politics: a new consciousness for a new century” (1991), non aveva previsto, quando Cloud 9 si aggiudicò il concorso, che l’edificio progettato dal suo studio sarebbe diventato tanto rappresentativo. Resta infatti piacevolemente sorpreso quando scopre che il Media-TIC ancora in progress è visitatissimo da politici provenienti dalla Spagna e altrove con responsabilità nel campo dell’innovazione tecnologica. I progetti di Cloud 9, come il Pabellon de la “SED” per l’Expo 2008 di Saragozza, e Evru Cave, lo studio per l’omonimo artista realizzato a Barcellona nel 2008, sono stati anticipati da Villa Bio a Liers (2005). Il dibattito politico sull’energia, in ogni caso, è in pieno corso d’opera e Media-TIC ne è un convincente emblema.Lucy Bullivant











